Truffa dell'asfalto, la Guardia di finanza esegue altri 14 arresti

(ANSA) - BOLZANO, 14 GEN - I finanzieri del comando provinciale di Bolzano stanno dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 14 persone, che si aggiungono alle 9 già destinatarie di analogo provvedimento nel maggio 2024, per un totale di 23 indagati per i reati di associazione a delinquere, finalizzata alla frode fiscale, al riciclaggio e all'autoriciclaggio. Allo stesso tempo, è in corso di esecuzione un provvedimento di sequestro preventivo di denaro e disponibilità finanziarie, in Italia e all'estero, il cui ammontare complessivo supera i 19 milioni di euro. L'operazione costituisce lo sviluppo di un'indagine, avviata nel 2023 e condotta dalla compagnia della Guardia di finanza di Merano, sotto la direzione della procura della Repubblica di Bolzano, sulle cosiddette "truffe dell'asfalto". Le indagini avevano consentito di ricostruire un sistema di frodi, basato sull'offerta, a prezzi particolarmente vantaggiosi, di lavori di asfaltatura di aree private. Allettate dai costi contenuti, numerose vittime, anche molti altoatesini, autorizzavano l'esecuzione degli interventi, anche pagando in anticipo. Ottenuto il denaro, gli indagati facevano intervenire una squadra di operai che, nel giro di poche ore, realizzava i lavori, impiegando, però, asfalto di infima qualità, che si deteriorava nel giro di pochi giorni. A quel punto, chi aveva proposto i lavori diventava irreperibile, mentre le ditte che, formalmente, li avevano eseguiti si rivelavano delle "scatole vuote". L'organizzazione poteva, infatti, contare su una fitta rete di imprese individuali, formalmente intestate a prestanome e con sedi in diverse province italiane, utilizzate per stipulare contratti, emettere fatture, incassare pagamenti e gestire operai e mezzi, al solo scopo di schermare i reali promotori del sodalizio. L'utilizzo di imprese "fantasma" e la loro riconducibilità a "teste di legno", spesso nullatenenti, consentiva, poi, di eludere gli obblighi di versamento delle imposte dovute. Dopo l'esecuzione degli arresti nella primavera del 2024, le indagini si sono estese in campo internazionale, portando alla luce un complesso meccanismo di riciclaggio dei proventi realizzati dall'organizzazione che venivano trasferiti su conti presso istituti di credito in Polonia, nel Regno Unito e in altri Paesi europei e poi ulteriormente movimentati "estero su estero". L'analisi dei flussi di denaro, condotta dalle fiamme gialle altoatesine in collaborazione con le autorità giudiziarie e di polizia degli altri Paesi coinvolti, ha consentito di quantificare i profitti complessivi realizzati ed identificare altri appartenenti all'organizzazione, incaricati di sovraintendere al riciclaggio del denaro. Sulla base dei risultati di queste indagini, sono scattati i provvedimenti di cattura che vengono eseguiti su tutto il territorio dell'Unione Europea. (ANSA).
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