Triathlon, Livigno torna a essere teatro della prova più estrema dello Xtri World Tour

Da 2 a 5 settembre, viaggio attraverso alcuni degli scenari alpini più spettacolari Europa

(ANSA) - ROMA, 05 AGO - Nel panorama mondiale degli sport di endurance, da dieci anni a questa parte nessun appuntamento riesce a fondere spettacolarità, durezza e fascino quanto ICON Xtreme Triathlon. Dal 2 al 5 settembre, Livigno tornerà a essere il teatro della prova più estrema dello XTRI World Tour, il prestigioso circuito internazionale che riunisce i triathlon più iconici del pianeta, dalle montagne della Norvegia alle vette dell'Himalaya, passando per Canada, Brasile, Colombia, Francia, Australia e molte altre destinazioni dove la natura ha imposto all'uomo una sfida fuori dall'ordinario. Un atlante della fatica più autentica, nel quale Livigno occupa un posto assolutamente unico: quello della competizione che, più di ogni altra, spinge il concetto stesso di extreme triathlon verso il proprio limite. La gara prenderà il via all'alba di venerdì 4 settembre, ma l'intera settimana accompagnerà atleti e support team in un percorso di avvicinamento costruito attorno alla preparazione fisica, tecnica e mentale, tra briefing, ricognizioni, familiarizzazione con il lago e momenti di condivisione, fino alla meditazione guidata prevista alla vigilia della partenza. Con i suoi 3,8 chilometri di nuoto, 195 di ciclismo e 42,2 di corsa, ICON rappresenta molto più di una gara. È un viaggio attraverso alcuni degli scenari alpini più spettacolari d'Europa, un percorso che accompagna gli atleti dai 1816 metri di Livigno fino ai 3000 metri di Carosello 3000, il traguardo più alto dell'intero circuito XTRI World Tour. Una sfida costruita attorno alla quota, alla montagna e alla capacità di continuare ad andare oltre, anche quando il corpo sembra aver già esaurito ogni energia. Ogni edizione richiama a Livigno atleti provenienti da tutto il Pianeta, accomunati dalla ricerca di qualcosa che trascende la semplice prestazione sportiva, e sconfina nella psicologia e nella spiritualità sportiva. Per affrontare ICON servono mesi di preparazione fisica, tecnica e mentale, ma anche la presenza costante del proprio support team, che accompagna ogni concorrente lungo tutta la giornata, condividendone ogni difficoltà e ogni conquista. È proprio questo rapporto a rendere ICON una delle esperienze più profonde in assoluto: una prova nella quale la performance individuale nasce sempre da un percorso collettivo, fatto di fiducia, sacrificio e desiderio. All'alba del 4 settembre, ancora una volta, la partenza offrirà già uno dei momenti più impattanti dell'intera esperienza. Quando il buio avvolgerà ancora il Lago di Livigno, gli atleti entreranno in acqua accompagnati dal ritmo dei tamburi e dai riflessi delle fiamme sulla superficie del lago. Un rito ancestrale e potente, carico di emozione, sospeso tra silenzio e adrenalina, che segna l'inizio di una giornata destinata a rimanere impressa nella memoria di chiunque la viva. (ANSA).

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