Sos caldo e zanzare in carcere a Bologna, 'puzza e muffa nelle celle'

La visita degli avvocati: "Non è operativa la stanza dell'affettività"

(ANSA) - BOLOGNA, 28 MAG - Niente aria condizionata né zanzariere, celle con la muffa, in alcune zone poca luce e puzza. Il carcere di Bologna si presenta così a chi lo ha visitato, la delegazione della camera penale (con l'osservatorio carcere), dell'ordine degli avvocati e dell'associazione Extrema ratio. Il caldo, a maggior ragione vista l'ondata di questi giorni, e la presenza di zanzare sono tra i problemi principali rilevati in un istituto penitenziario che, al momento della visita, il 22 maggio, accoglieva 830 detenuti (a fronte di una capienza di 507 posti, 34 dei quali peraltro non agibili), 742 uomini e 88 donne, 445 stranieri. Più dell'80% della popolazione carceraria della Dozza (687) è composta da persone che stanno scontando una condanna definitiva. Non è stato possibile raccogliere notizie certe, inoltre, sottolineano gli avvocati, sulla "stanza dell'affettività", individuata nell'area colloqui, ma di fatto apparentemente non operativa. La visita è partita dalla sezione femminile, che non ha problematiche di sovraffollamento, ma le detenute lamentano scarso cibo e l'assenza di zanzariere nonostante ripetute richieste. "Drammatiche" le condizioni della sezione nuovi giunti, dove si dovrebbe restare sette giorni, ma nei fatti i tempi sono più lunghi per assenza di posti negli altri reparti: "non ci sono prodotti per la pulizia, gli spazi sono ridotti, le condizioni igieniche compromesse, poca luce e aria maleodorante". Nell'area giudiziaria, dove sono ristretti i definitivi, la delegazione ha avuto modo di verificare la presenza di muffa nelle celle, "con evidenti ripercussioni in termini igienici e sanitari. Inoltre, nelle stanze non sono presenti le zanzariere e gli attacchi per i condizionatori. Sono più della metà, 482, i detenuti tossicodipendenti, 110 quelli in carico al servizio di psichiatria "e in questo mese - spiegano gli avvocati - ci è stato riferito, la maggior parte delle attività trattamentali è stata interrotta per mancanza di personale". Sono poi solo dieci gli educatori, numero "insufficiente per fare fronte alla capienza sovraffollata dell'Istituto". (ANSA).

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