Simposio Chiese cristiane a Bari, 'voce e speranza per poveri e feriti'

A Bari scritta una pagina per la storia dell'ecumenismo

(ANSA) - BARI, 23 GEN - "In un mondo ferito da conflitti armati, da ingiustizie strutturali, da migrazioni forzate e da una crisi ecologica che interpella la coscienza dell'umanità, la testimonianza comune dei cristiani appare non solo desiderabile, ma necessaria. Le Chiese sono chiamate a essere voce profetica per i senza voce, segno di speranza per i poveri, rifugio per i feriti della storia e custodi della dignità di ogni persona creata a immagine e somiglianza di Dio". Lo ha detto Polykarpos, metropolita d'Italia ed esarca dell'Europa meridionale, intervenendo al primo simposio delle Chiese cristiane d'Italia in corso a Bari. "La Chiesa ortodossa in Italia - ha aggiunto - accoglie questo simposio come un kairos, un tempo favorevole e propizio, nel quale le Chiese sono chiamate a sottoscrivere un patto che include e non esclude". "Ricordiamo che la vera unità non annulla le differenze, ma le trasfigura nella comunione", ha proseguito. Il pastore Daniele Garrone, presidente della federazione delle Chiese evangeliche in Italia, ha evidenziato che "le nostre Chiese possono dare un contributo alla ricerca della pace anche contrastando il sempre più diffuso e trasversale utilizzo di aggressivi riferimenti religiosi, anche cristiani, nella propaganda politica e ideologica, campagne in nome di Dio con esiti non di rado violenti, contrastando il diffondersi dell'antisemitismo, dell'anti-islamismo, denunciando le persecuzioni religiose". "Le modalità di dialogo tra storie e identità diverse - ha aggiunto - la valorizzazione delle alterità che abbiamo imparato nel cammino ecumenico, possono essere un contributo al confronto nello spazio pubblico, sempre più fatto di reazioni viscerali, di slogan anziché di idee, di propaganda anziché di analisi e ragionamenti, di contrapposizioni anziché di interlocuzioni". "La sottoscrizione di un patto sarà preludio al proseguimento della strada imboccata, che abbiamo definito via italiana al dialogo. L'attesa - ha concluso - è dunque di essere rafforzati e motivati a camminare ancora insieme". (ANSA).

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso