Simon Cracker, una collezione-inno al 'do it yourself'

Simone Botte colma "la distanza assurda tra le passerelle e la gente comune"

(ANSA) - MILANO, 25 SET - Vi ricordate quando eravate bambini e sfilavate con la sottoveste della nonna, la cravatta dello zio, le scarpe della mamma, e vi sentivate elegantissimi? Per Simone Botte - e il suo marchio Simon Cracker - quei ricordi hanno un nome, anzi, un indirizzo: un posto disperso in un'estate da bambino in Romagna, nei campi della Romagna, in 'Via Francia', titolo della collezione-inno al do it yourself portata in passerella oggi alla Milano Fashion Week grazie al sostegno di Lineapelle. Quarantenne, Botte è uno dei designer abituati a sentirsi chiamati emergenti perché non mainstream. Posizione scomoda, ma che permette uno sguardo diverso sul mondo rispetto ai grandi brand: "La nuova generazione non rinuncia alla moda, eppure - dice Simone - è sempre più lontana dalle possibilità economiche attuali. C'è una distanza assurda tra le passerelle e la gente comune. Nelle mie sfilate ho sempre inserito capi upcycling traducibili. La risposta della community nel replicarli è il mio vero successo fin dal 2010: salvare qualcosa di vecchio, investire tempo e studiare, anziché spendere una cifra d'impulso. Questa è la cosa più "Cracker" che ci possa essere". Per questo, per la prossima estate, Botte ha pensato a una sorta di armadio-ludoteca, fatto di capi che invitano a giocare e a creare forme sempre diverse grazie a ganci che permettono di spostare i moduli. Abiti e top, ispirati al sipario d'infanzia, sono realizzati con patchwork di scampoli di tessuti differenti cuciti tra loro, così come i giiubbini di pelle spalmata di colori plastici, in pendant con gli orecchini fatti con tappi di plastica recuperati dalle spiagge. Un'idea all'insegna del recupero, come quella - facilmente replicabile - dei portapranzo usati come borse. (ANSA).

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