Sequestro preventivo beni antimafia per 11 milioni ad Arezzo e a Catania

(ANSA) - CATANIA, 11 MAR - Finanzieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito il sequestro in materia di prevenzione antimafia di beni, per un valore stimato in quasi 11 milioni di euro, ritenuti riconducibili a Carmelo Salemi, 57 anni, indicato come "elemento di spicco dalla 'famiglia' mafiosa Santapaola-Ercolano", e all'imprenditore edile Giovanni Fabrizio Papa, ritenuto "organicamente asservito agli interessi della cosca". Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catania, su richiesta della locale Procura distrettuale, ed eseguito dalle Fiamme gialle nelle province etnea e di Arezzo. Salemi e Papa sono stati raggiunti nel 2024 da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione denominata "Oleandoro" condotta dal Gico e dal nucleo di Polizia economico finanziaria che portò all'arresto di 16 indagati. Dalle indagini della guardia di finanza emerse la figura di Salemi come figura di spicco del clan mafioso del 'gruppo di Picanello e fu indagato per associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Papa fu accusato di avere messo a disposizione di Salemi le proprie società per il riciclaggio di ingenti quantità di contanti provento delle attività criminali del clan. Il provvedimento di sequestro di prevenzione disposto dal Tribunale riguarda quote di tre Srl di Catania che, secondo l'accusa, "sarebbero di fatto ritenute riconducibili a Salemi e Papa". Sono la Fabri immobiliare, la Bf costruzioni e la Vrs immobiliare, società operanti nel settore delle costruzioni edili e della compravendita immobiliare. Il provvedimento riguarda anche i compendi aziendali, comprensivi di 62 fabbricati (24 in provincia di Catania e 38 in provincia di Arezzo) e 16 terreni (11 in provincia di Catania e 5 in provincia di Arezzo), e delle disponibilità finanziarie, per un valore complessivo superiore a 10,8 milioni di euro. (ANSA).
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








