Save the Children, nello Yemen due bambini su tre non possono frequentare la scuola

Dopo oltre dieci anni di conflitto e sfollamenti, secondo un'Indagine dell'Organizzazione

(ANSA) - ROMA, 28 AGO - Quasi due terzi dei bambini e delle bambine intervistati in quattro distretti dello Yemen meridionale non possono frequentare la scuola dopo oltre dieci anni di conflitto e sfollamenti. Lo afferma Save the Children alla fine di un'indagine condotta su 2.214 nuclei familiari nei governatorati di Aden, Lahj e Taiz alla vigilia del nuovo anno scolastico. L'indagine, si legge in una nota, ha rilevato che circa un bambino su tre (32%) non è mai stato iscritto a scuola, mentre un ulteriore quarto ha abbandonato gli studi e necessita di un sostegno urgente per poter tornare in classe. Circa un quarto delle famiglie intervistate aveva vissuto l'esperienza dello sfollamento. L'indagine realizzata dall'Organizzazione, che ha coinvolto circa 14.000 persone, tra cui quasi 5.000 bambini, evidenzia un ulteriore peggioramento della crisi educativa che colpisce l'intero Paese, aggravata dall'aumento dei prezzi di cibo e carburante e dai tagli agli aiuti internazionali, che incidono su ogni aspetto della vita dei minori. Secondo il Piano di risposta umanitaria delle Nazioni Unite per lo Yemen, quest'anno 6,6 milioni di bambini, circa un terzo della popolazione minorile del Paese, sono esclusi dal sistema di istruzione. L'indagine ha inoltre rilevato che quasi un caso su cinque di abbandono scolastico è legato al lavoro minorile, con bambini costretti a lavorare invece di frequentare la scuola a causa delle condizioni di estrema difficoltà economica delle loro famiglie. Tra gli intervistati, il 92% delle famiglie ha dichiarato di non sapere come riuscirà a procurarsi il prossimo pasto, mentre il 95% ha affermato di dipendere dal lavoro giornaliero per sopravvivere. L'84% ha inoltre riferito di non potersi permettere le spese scolastiche, come uniformi e libri. Secondo dati ufficiali, in Yemen il 12,5% dei bambini tra i 5 e i 14 anni è coinvolto nel lavoro minorile, una percentuale che sale al 15,4% nelle aree rurali. Si tratta spesso di lavori pericolosi, come la raccolta di rottami metallici, il lavoro nei cantieri o la raccolta di legna da ardere. (ANSA).

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