Save The Children, nelle grandi città 1 minore su 10 vive in zone disagiate

Con tassi di dispersione e abbandono scolastico doppi rispetto alle altre zone

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - Nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane un minore su dieci (il 10,3%, pari a circa 142mila minorenni) vive in un'area di disagio socioeconomico urbano (Adu) con tassi di dispersione e abbandono scolastico doppi rispetto alle altre zone. Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo ospitano quasi il 73,5% dei minori che vivono nelle Adu. La sola città di Roma poco più di un quinto, più di 30mila 0-17enni. In queste aree il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa e più di un 15-29enne su tre (35,6%) non studia e non lavora rispetto al 22,9% della media dei comuni. Solo il 36,5% dei 13enni pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% di chi vive in zone meno vulnerabili. È sul piano educativo che si registrano le maggiori disuguaglianze tra ragazze e ragazzi tra i vari quartieri della stessa città, dove si arrivano a registrare divari pari a quelli tra Nord e Sud del Paese. Sono alcuni dei dati della ricerca di Save The Children "I luoghi che contano" diffusa alla vigilia di 'Impossibile 2026', la biennale dell'infanzia che si terrà il 21 maggio a Roma, all'Acquario Romano, dove l'organizzazione chiederà interventi e risorse strutturali per rimuovere le disuguaglianze, a partire da spazi socio-educativi nelle aree vulnerabili. In queste aree - 158 in totale individuate da Istat - il 15,4% di studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (più di uno/a su sette) ha abbandonato la scuola o ripetuto l'anno scolastico, una percentuale doppia rispetto alla media del 7,6% dei comuni delle città metropolitane; il 20,8% di chi frequenta l'ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita (10 punti percentuali in più della media dei comuni dell'11%). (ANSA).

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