Rapinatore ucciso, per gli inquirenti l'ipotesi è legittima difesa

(ANSA) - VARESE, 15 GEN - I primi riscontri degli inquirenti sulle indagini per la rapina in un'abitazione di Lonate Pozzolo (Varese), terminata ieri con la morte di uno dei banditi accoltellato dal proprietario, confermano l'ipotesi che Jonathan Rivolta, il 33enne che si è trovato di fronte il bandito, Adamo Massa, di 37 anni, abbia agito per legittima difesa. Il pm Nadia Calcaterra sta intanto proseguendo con gli accertamenti. Tra oggi e domani sarà affidato l'incarico per l'autopsia. Massa, ferito gravemente da Rivolta, è stato poi abbandonato dai complici davanti all'ospedale di Magenta, dove poco dopo è morto. Le coltellate sarebbero state due, una più grave, l'altra meno. Al momento Rivolta non è indagato. I riscontri sugli accertamenti dei carabinieri di Busto Arsizio e Varese confermano al momento il contenuto delle dichiarazioni che il 33enne ha rilasciato ieri pomeriggio al pm. L'uomo dormiva al piano superiore quando ha sentito il campanello (erano i banditi che cercavano la conferma che l'abitazione fosse vuota), si è svegliato, è sceso lungo la scala fino a pian terreno e ha sentito il vetro della portafinestra della cucina andare in frantumi. A quel punto ha afferrato il coltello contenuto nel suo zaino da trekking che era proprio ai piedi della scala. Il 33enne avrebbe impugnato l'arma tenendo la punta della lama rivolta verso il basso fino a quando si è trovato davanti Massa che rovistava in una cassapanca. Rivolta avrebbe quindi ricevuto un pugno e ha sbattuto la testa contro lo stipite di una porta. Durante la colluttazione che ne è nata sarebbero partite le due coltellate all'addome. Gli inquirenti ritengono che il racconto di Rivolta trovi riscontro sia nelle tracce di sangue trovate nell'abitazione sia dalle ferite analizzate dal medico legale durante l'esame esterno del cadavere. (ANSA).
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