Ranucci, 'i colleghi di Report potevano mandare un messaggio un po' prima'

"Non è giusto rimuovere un giornalista in base al rumore mediatico"

(ANSA) - BOLOGNA, 10 OTT - "Magari potevano mandare un messaggio un po' prima, in maniera anche forte". Così Sigfrido Ranucci, a margine del suo spettacolo "Diario di un trapezista" al teatro Duse di Bologna, ha commentato la nota con cui oggi la squadra di Report ha dichiarato di non averlo mai sfiduciato né di averne chiesto la rimozione. La presa di posizione arriva all'indomani dell'ordinanza del Tribunale di Roma che ha respinto l'istanza del giornalista per il reintegro alla guida del programma. Ranucci ha sottolineato come i giornalisti che guidava fino a qualche mese fa abbiano preso posizione "oggi perché si sono resi conto che nell'ordinanza il giudice aveva rigettato il ricorso, motivandolo, attingendo a una serie di dichiarazioni degli amici. Perché non ho avuto solo Lavitola come amico, ho avuto pure Santoro che ha detto che avrei dovuto abbandonare Report, Formigli, anche Saviano. Devo dire però che sono state tutte dichiarazioni drogate da un fatto - ha proseguito - : ci sono stati 3.500 articoli falsi che hanno condizionato le opinioni delle persone, il cosiddetto rumore mediatico, che è stato poi alla base anche della decisione del giudice". Per Ranucci "è passato il concetto che si può rimuovere un giornalista in base al rumore mediatico, poco importa se sia vero o falso, io credo che non sia giusto questo", ha concluso. (ANSA).

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