Raccolte 354 mila firme per legge rilancio Servizio sanitario nazionale

(ANSA) - MILANO, 15 SET - Sono 354.000 le firme raccolte ad oggi dalla legge di iniziativa popolare "Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del personale", promossa da una rete nazionale di oltre 100 associazioni e realtà sociali e depositata in Cassazione il 27 aprile 2026. E' il dato emerso ieri in una serata al Teatro della Cooperativa di Milano per sostenere - si legge in una nota - l'iniziativa con medici, infermieri, attori, magistrati, sacerdoti ed esponenti della cultura. "In scena" non una pièce teatrale ma una maratona per la salute: fra i presenti Francesco Maisto, Mauro Clerici, Renato Sarti, Massimo Cirri, Luca Mangoni, Gherardo Colombo, Margherita Napolitano, don Paolo Selmi, don Massimo Mapelli, Alice Pavan, Camilla Ponti, Maurizio Ambrosini, Cinzia Cena e Paolo Dell'Oca. Alla "conduzione" l'attore Silvano Piccardi. Il diritto alla salute per tutti, sancito dall'art. 32 della Costituzione va - è stato detto - salvaguardato dagli assalti di stampo "privatistico", in atto da tempo: "Il rapido superamento della soglia minima di 50.000 firme, prevista per legge, è la testimonianza di quanto sia sentito l'accesso sempre più difficile alle cure per ampi strati di popolazione e di quanto sia urgente l'intervento legislativo per la salvezza del Ssn", hanno sostenuto i rappresentanti del Comitato promotore lombardo formato da Cgil, Acli, Arci, Medicina Democratica, Udu, Auser, Federconsumatori Lombardia, Libera. In particolare, il Comitato ha sottolineato i temi presenti nella proposta con effetti diretti sulla situazione regionale. La richiesta di incrementare il Fondo sanitario nazionale al 7,5% del Pil entro il 2030, oggi al 6,2%, è la base - è stato affermato - per il rilancio della sanità e in particolare di quella pubblica. Tra l'altro in Lombardia "mancano 1.540 medici di medicina generale, 9.300 infermieri, 1921 medici specialisti stimati, in Italia mancano 63.000 infermieri con conseguenze note: visite rinviate, reparti sotto pressione, Pronto soccorso pieni, cure sempre più lontane". (ANSA).
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