Proteste in Bolivia, naufragano i negoziati tra governo e opposizione

(ANSA) - LA PAZ, 29 MAG - I rappresentanti dei sindacati e delle organizzazioni che protestano da oltre un mese in Bolivia chiedendo le dimissioni del presidente Rodrigo Paz, hanno respinto la proposta del governo di sedersi a un tavolo delle trattative per far sospendere principalmente i blocchi che paralizzano la circolazione delle merci nel Paese e gli accessi alla capitale. I leader dell'opposizione esigevano come condizione per partecipare ai negoziati l'annullamento dei mandati d'arresto emessi dalla giustizia nei loro confronti e la liberazione dei manifestanti detenuti, e la proposta è naufragata dopo che il governo ha risposto che poteva solo garantire che non avrebbe dato seguito agli ordini di detenzione. Di fronte al rifiuto il presidente Paz ha affermato che si trattava dell'ultima offerta di concessioni da parte del governo e un comunicato della Federazione contadina Tupac Katari e dell'Organizzazione femminile Bartolina Sisa - due delle principali sigle che guidano la protesta insieme ai sindacati dei cocaleros, dei minatori e degli operai - annuncia oggi a sua volta un'intensificazione delle proteste e dei blocchi nel dipartimento di La Paz insistendo nel chiedere le dimissioni del capo dello Stato. La Camera dell'Industria boliviana denuncia in tale contesto perdite economiche del settore fino a 60 milioni di dollari al giorno per un totale di oltre 1,68 miliardi di dollari fino ad oggi, stimando un impatto dei blocchi sul Pil di oltre il 2%. Ma la situazione è particolarmente critica nella capitale La Paz, dove - secondo quanto riporta l'emittente Unitel - quattro ospedali hanno dichiarato di essere in situazione critica per la mancanza di ossigeno e affermano che è a rischio la vita di 500 pazienti. (ANSA).
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