Ponte sullo Stretto, le espropriande: "Non ci stiamo a lasciare le nostre case"

"Se la mia casa la dovessi cedere per un ospedale oncologico per i bambini la cederei, ma non per una cosa inutile come questa". Lo dice Mariolina De Francesco, che sara' espropriata della casa in cui ha vissuto per 23 anni con marito e figlie sulla sponda messinese, dove dovrebbe sorgere un pilone del Ponte sullo Stretto. "E' mai possibile che lo sviluppo di Sicilia e Calabria dipenda esclusivamente dal ponte? Perche' la sua presenza non e' considerata un insulto a questo ambiente cosi' meraviglioso e unico?", domanda invece Silvana Ficarra. ServizioDi Carmelo Imbesi

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