Petardo contro il portiere Audero, revocati i domiciliari per l'ultrà interista

Il Riesame di Brescia dispone l'obbligo di firma

(ANSA) - MILANO, 05 MAR - Il Tribunale del Riesame di Brescia ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari, sostituendola con l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, per l'ultrà 19enne della curva interista, difeso dall'avvocato Mirko Perlino e arrestato a Milano per aver lanciato il petardo che, il primo febbraio, ha stordito il portiere Emil Audero durante Cremonese-Inter. "Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi", aveva detto il giovane nell'interrogatorio davanti al gip di Milano Giulia Marozzi. L'ultrà aveva dichiarato anche di "aver lanciato non una 'bomba carta' ma un petardo, che si era procurato nel mese di dicembre a Napoli tramite un amico". E "precisava di averne ordinati circa una trentina". Si era detto "dispiaciuto" e aveva chiarito che non aveva intenzione "di raggiungere il portiere, né di fare male ad alcuno". Il pm Francesco Cajani aveva chiesto proprio i domiciliari, disposti dalla gip il 6 febbraio, per l'imputazione di "lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive". Il fascicolo è stato poi trasmesso ai pm di Cremona, titolari delle indagini della Digos. È seguito il ricorso della difesa al Riesame di Brescia, competente sui procedimenti della Procura di Cremona. (ANSA).

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