Per i 50 anni di Rocky torna in sala il film originale in 4k e arriva il biopic

(ANSA) - ROMA, 05 NOV - Lo sfavorito che ha l'occasione della vita, un uomo costretto ad accettare compromessi che può riscattarsi e far vedere al mondo quanto valga. Sono fra gli elementi che hanno reso un cult globale Rocky, il film di John G. Avildsen, scritto e interpretato da Sylvester Stallone, uscito nel 1976. I 50 anni dall'uscita vengono celebrati con il ritorno del film sul grande schermo, dal 7 al 15 dicembre, in una versione restaurata in 4K, distribuita da Plaion Pictures. Un omaggio che si arricchirà dal 31 dicembre di un altro capitolo: l'arrivo in sala, distribuito da Eagle Pictures, di Rocky sono io, il biopic di Peter Farrelly (Green Book), dedicato alla straordinaria genesi del film, nato dell'allora 30enne Sylvester Stallone (Anthony Ippolito). "Vincitore di tre Premi Oscar tra cui quello per il Miglior Film, Rocky non è soltanto uno dei film più amati di sempre" si ricorda in una nota sul ritorno in sala del film del 1976 interpretato anche da Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers, and Burgess Meredith. È "una storia universale "di sacrificio, dignità e riscatto, che conserva intatta la sua straordinaria forza emotiva. Per chi lo ha amato, sarà l'occasione di ritrovare sul grande schermo un classico indimenticabile; per le nuove generazioni, l'opportunità unica di scoprire per la prima volta al cinema tutta la potenza di un cult che ha fatto la storia, oggi ancora più coinvolgente grazie al restauro in 4K". Molto più di un film sulla boxe, "Rocky racconta la storia di un uomo comune al quale viene offerta un'occasione straordinaria. Rocky Balboa (Stallone), soprannominato lo "Stallone italiano", è un pugile dilettante di Philadelphia che vive ai margini della società, tra piccoli incontri e sogni apparentemente irrealizzabili. Quando il campione mondiale dei pesi massimi Apollo Creed (Weathers) lo sceglie come avversario, Rocky trova finalmente la possibilità di dimostrare il proprio valore. Al suo fianco, l'amore di Adriana (Talia Shire) e la guida del suo allenatore Mickey (Burgess Meredith). Farrelly, in Rocky sono io, che in Italia è stato presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma, ricostruisce invece il percorso che ha portato al film. Al centro c'è Stallone (Ippolito in una straordinaria interpretazione, che potrebbe portarlo in corsa per gli Oscar), 30 anni, tanti lavoretti precari e il sogno di affermarsi come attore, che stenta a realizzarsi. Tutto però, nel 1976, cambia all'improvviso, per Sylvester Stallone, quando decide, su consiglio della moglie Sasha (AnnaSophia Robb), di scrivere una sceneggiatura su una storia che avrebbe voluto interpretare: nasce così la vicenda di un pugile abituato a perdere che vive la sua rivalsa. Lo script piace ai produttori ma Stallone pone una condizione irrinunciabile: recitare lui la parte del protagonista. Una condizione che continua a difendere anche quando gli offrono sempre più soldi (si arrivò 360 mila dollari) per cedere il ruolo da protagonista a un divo. "Stallone è un mio eroe - ha detto Ippolito alla Festa del cinema di Roma, dove ha ricevuto il Premio Progressive alla Carriera -. Si è mostrato entusiasta del film ed è stato anche gentile e generoso nell'incontrarmi". (ANSA).
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