Pagano presenta "Luana, ragazza", 'spero aiuti la battaglia del lavoro'

(di Leonardo Testai) (ANSA) - FIRENZE, 06 NOV - "Spero che questo film segni l'inizio di un cambio di passo nell'atteggiamento che riserviamo alle morti sul lavoro, al prendersi cura della sicurezza, anche nostra, come lavoratori". Ernesto Pagano presenta così 'Luana, ragazza', il film documentario da lui diretto: un film sulla vita, e la tragica morte, di Luana D'Orazio, operaia tessile di 22 anni, uccisa dall'orditoio al quale lavorava, manomesso per aumentare la produttività, in un'azienda tessile a Montemurlo (Prato) il 3 maggio 2021. Il film sarà presentato in anteprima domani a Firenze, al Festival dei Popoli. Prima del tragico epilogo c'è la vita di Luana: bambina vivace, ragazza solare, madre giovanissima del piccolo Alessio. "E' un film che un po' spiazza chi lo guarda - spiega Pagano -, perché chi guarda 'Luana, ragazza' magari all'inizio si aspetta un'inchiesta sulla sua morte. In realtà poi si ritrova per metà film a guardare la vita di Luana, una vita ricostruita anche attraverso l'uso degli innumerevoli materiali che ha lasciato nel suo telefonino: le fotografie, tutte le tracce digitali che una persona della sua generazione lascia". Il film ruota intorno alle testimonianze, in particolare dei familiari. In primo luogo la madre Emma Marrazzo che da anni lotta per la sicurezza sui luoghi di lavoro: ma vedono per la prima volta la telecamera anche il padre di Luana e il fratello Luca. "Quest'ultimo è stato protagonista di un'intervista abbastanza sorprendente - racconta Pagano - perché Luca è un ragazzo con una disabilità, ma ha anche una capacità di parlare senza filtri e di trasferire le emozioni in maniera davvero speciale. Per me è stata una rivelazione, perché inizialmente ero un po' titubante a coinvolgerlo, e invece lui ha insistito tanto per dare la sua testimonianza". Il documentario "non è un'inchiesta", sottolinea il regista, ma ci sono anche i documenti della morte di Luana: i documenti della magistratura, le foto degli abiti strappati dall'orditoio, e un estratto audio originale dei Vigili del Fuoco durante l'estrazione del corpo dal macchinario. "Fermandosi un attimo in più a guardare la storia di una persona, di una ragazza come Luana, e arrivando al punto tragico della sua morte - dice Pagano - riusciamo meglio ad interrogarci su quanto valga la pena effettivamente omettere le misure di sicurezza su un posto di lavoro per produrre di più". E dunque, sostiene il regista, 'Luana, ragazza' è "un alleato di una battaglia che è quella di Emma Marrazzo, la madre di Luana, che si è risvegliata dopo quel 3 maggio 2021 come sopravvissuta, perché lei ripete spesso di essere una sopravvissuta alla morte di sua figlia. E però Emma è riuscita comunque a tradurre questo dolore in una forma di lotta civile per i diritti dei lavoratori, soprattutto quelli più fragili ed esposti ad infortuni, gli operai. Spero che questo film segni un cambio di passo e aiuti Emma nella sua battaglia. Già se questo film avrà smosso la coscienza di una sola persona, avrà fatto tanto". (ANSA).
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