Ovovia Trieste, per il Tar i fondi del ministero Salvini sono legittimi

(ANSA) - TRIESTE, 01 GIU - Il Tar del Lazio in merito alla controversa vicenda della cabinovia, ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dai residenti a rischio esproprio sostenuti dal Comitato No Ovovia contro il "decreto Salvini" 334 del 2024, con il quale il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti aveva convertito i 48,8 milioni persi dal Pnrr in risorse statali, dirottando sull'impianto a fune triestino fondi in precedenza stanziati per il tram Sir 2 di Padova. Lo riporta il sito del quotidiano Il Piccolo precisando che la sentenza è stata pubblicata questa mattina, dopo l'udienza del 29 aprile scorso. Per i ricorrenti - rappresentati dall'avvocato Andrea Reggio d'Aci - è "gravemente illegittimo" il fatto che il decreto del Mit non motivasse le risorse alla cabinovia, peraltro mai rientrata nel bando originario del ministero, scrive ancora Il Piccolo. Ma il Tar del Lazio ritiene che il Mit abbia agito in maniera legittima, da cui scaturisce l'inammissibilità del ricorso dei No Ovovia. Se i fondi per 48,8 milioni ministeriali sono confermati, come aveva anticipato il ministro Matteo Salvini in una sua visita a Trieste, restano alcuni nodi da sciogliere: i fondi verrebbero erogati in rate tra 2027 e 2034 (dunque il Comune dovrebbe anticipare le risorse contrariamente a quanto sempre smentito da sindaco e assessore); inoltre appelli pendono dinanzi al Consiglio di Stato. (ANSA).
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