Orietta Berti, "sono regina dei tormentoni da sempre, ma oggi siamo troppi"

(di Claudia Fascia) (ANSA) - ROMA, 31 MAG - Orietta, buongiorno, disturbiamo? "Ma no, sono appena stata ad Assisi per lo show di Carlo Conti su Rai1, Con il Cuore, ora sono a Malta per un concerto, domani torno e vorrei festeggiare il mio compleanno con la famiglia. E poi sarò impegnata con i live in estate, ma devo anche pensare al disco che uscirà a Natale per celebrare i 60 anni di carriera che sembrano tantissimi ma sono volati. Li ho vissuti bene e rifarei anche gli sbagli perché fanno parte del percorso. E poi ho in programma un cofanetto per l'anno prossimo". Orietta Berti è inarrestabile, infaticabile, e piena di voglia di fare e di cimentarsi con progetti e idee sempre nuove. E i compleanni sono l'occasione per stare con i cari, non più un conto da tenere. "Fermarmi? Per carità, io mi stanco di più se sono a casa, con i fiori da innaffiare tutti i giorni, i gatti da curare. Finché avrò voce ed energia andrò avanti. Per me il lavoro è vita. Anzi, ogni tanto sono i miei collaboratori a mettere un freno a tutte le idee che vorrei mettere in pratica". A una cosa finora ha detto no: "uno special tv su di me. Non mi va di fare una cosa solo per ricantare le canzoni di una volta". L'ultima "impresa" con la quale si è cimentata è il singolo QCPF, con la star di Twitch Il Rosso e Iaem, un'artista e realtà virtuale generata interamente dall'intelligenza artificiale. Un brano che strizza l'occhio all'estate e che la vede nuovamente collaborare, dopo Fedez, Achille Lauro, Fabio Rovazzi, con un artista della scena contemporanea. E anzi, mettendosi ancora più in gioco, confrontandosi con l'IA, croce e delizia dei tempi moderni. "Per noi artisti è diventato uno strumento fondamentale - dice all'ANSA l'Orietta nazionale, che di certo non appartiene alla ipertecnologica generazione Z -. Per me è utile quando devo imparare un nuovo brano: la utilizzo nei provini con la mia tonalità, invece che con quella degli autori uomini. Invece Iaem è ineguagliabile, intonatissima. E con lei ho anche imparato a respirare meglio. A chi dice che porta via il lavoro, rispondo che non è vero: servono sempre tecnici per farla funzionare. Poi è come il fuoco: può essere usata così, come un focalare familiare, o per appiccare incendi devastanti se usata nelle guerre". Il Rosso invece è in carne ed ossa e lo ha conosciuto tramite Fabio Rovazzi. "Gli ho proposto tre brani e lui ha scelto questo. Finirà nel disco di inediti che esce a dicembre per i 60 anni di carriera. Ci sto lavorando e sicuramente ci saranno altri feat. Tanti giovani si propongono, vediamo. Le cose cambiano velocemente nella discografia di oggi", aggiunge Orietta che è stata riscoperta anche dalle nuove generazioni. Vera e propria icona pop. "Tutto è cambiato a Sanremo del 2021, quando ho conosciuto Fedez e Achille Lauro e insieme poi abbiamo fatto Mille. Fu travolgente: conta 300 milioni di visualizzazioni. E in tanti sono andati a riscoprire cose che a volte neanche io ricordo di aver fatto, come L'estate ripresa nel film Il Maestro con Pierfrancesco Favino". L'inizio dei tormentoni estivi, vedi ad esempio alla voce Cabaret e La Discoteca Italiana con Rovazzi, che le è valso anche il titolo di regina dei tormentoni e svariati dischi d'oro e di platino ("i cimeli? Sono tutti in mansarda"). "Ma io c'ero già abituata, fin da quando ho iniziato. Basti pensare a Finché la barca va, L'altalena o Tipitipì. La differenza tra ieri e oggi? Ora i brani sono più distensivi, non puoi fare tonalità vertiginose perché la gente deve cantare. Prima le canzoni dovevano mettere in evidenza la vocalità del cantante. E poi oggi ce ne sono tante, tantissime. Come tanti sono anche i canali di diffusione, però siamo in troppi. Ogni settimana escono 70 canzoni nuove". Eppure lei è riuscita a mantenere il passo. "Bisogna adeguarsi, far uscire un singolo ogni 3-4 mesi, scegliere i feat. Io poi mi produco da sola da molto tempo e per certi versi è ancora più difficile senza major alle spalle". Tornando a QCPF, scritta e prodotta da Danti, "è un brano che parla d'amore. Sono i semi delle carte francesi a rappresentare vari momenti: i quadri sono l'amore platonico, insicuro che non si approccia, i cuori l'amore della passione, picche quello travagliato che se ne va, i fiori quello romantico, tipico dell'adolescenza e della tarda età: tenero dolce, molto sensibile. Io? Mi sento decisamente fiori". Ma l'Orietta che da sei decadi sale sul palco riesce ancora ad emozionarsi? "Sì, sempre. Ogni volta che vado a cantare in tv, che si accende quella lucina e hai paura di stonare o di non ricordare il testo. Ma il mio spazio preferito sono le piazze: lì mi diverto". Emozioni ma anche sogni: "Uno in particolare. Tornare nell'albergo di ghiaccio in Lapponia, ma Osvaldo non mi vuole accompagnare. Ho chiesto anche a Mara Maionchi, ma mi ha preso per pazza. E poi anche in Malesia, dove sono stata recentemente per una puntata di Money Road. Sono grata al mio lavoro perché mi ha dato la possibilità di vedere tanto". (ANSA).
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