'No Meloni Day', secondo giorno di mobilitazione per studenti Cagliari

Impronte di mani rosse sui volti di alcuni politici

(ANSA) - CAGLIARI, 17 OTT - Meno numerosi di quanto pronosticato dagli organizzatori, ma in linea con la protesta precedente: per il secondo giorno consecutivo del "No Meloni Day" sono stati oltre 600 gli studenti che si sono dati appuntamento in piazza Garibaldi a Cagliari, da dove è partito il corteo diretto al palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Con loro anche gli studenti universitari dell'ateneo cagliaritano, che ieri hanno piantato le tende davanti al Magistero per protestare contro il caro vita e il caro affitti. Fischietti, trombette, cartelloni, striscioni, tanta musica e un ragazzo travestito da squalo hanno animato le vie del centro. In testa al corteo lo striscione "Soldi alla scuola non alla guerra", accompagnato dalla bandiera dei Quattro Mori e dal Tricolore. Rispetto a ieri, hanno sventolato anche le bandiere di alcuni movimenti indipendentisti e pacifisti e delle associazioni universitarie. Inoltre sono state messe sull'asfalto alcune foto raffiguranti i volti di Schlein, Valditara, Nordio Meloni e Tajani e il simbolo del marchio Leonardo con sopra delle impronte di mani rosse. "per simboleggiare - è stato spiegato - il sangue", Durante il tragitto accesi anche alcuni fumogeni rossi. Sulla scia di quanto accade nelle altre città italiane ed europee, i giovani chiedono al Governo di finanziare la scuola e non i conflitti: edifici sicuri e accoglienti al posto di strutture fatiscenti e una scuola e un'università che funzionino e siano accessibili a tutti. "Siamo in piazza per le condizioni strutturali in cui versa la nostra università, ma anche per il sotto finanziamento della ricerca, dei dottorati e dei docenti. Chiediamo inoltre che le nostre istituzioni scendano in piazza al fianco dei sardi: abbiamo bisogno di un'università e di una scuola che ci facciano conoscere chi siamo come sardi e quali sono le nostre potenzialità come terra, perché ad oggi ci sono stati tolti il passato e anche il futuro", afferma Francesco Ledda, studente di Storia all'Università di Cagliari. (ANSA).

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