Muore dopo inseguimento, autopsia e dash cam al centro dell'inchiesta

Il pm valuta il 45-bis per il militare alla guida del Suv

(ANSA) - TERAMO, 03 LUG - È attesa per domani mattina, nell'obitorio dell'ospedale di Teramo, l'autopsia sulla salma di Massimo Ciarelli, il quarantatreenne di etnia rom residente a Pescara, morto mercoledì sera nel drammatico scontro frontale contro un Suv dei carabinieri lungo la statale 16 a Silvi Marina, al culmine di un inseguimento dopo aver saltato un posto di blocco. Il sostituto procuratore Elisabetta Labanti, titolare del fascicolo aperto per l'ipotesi di reato di omicidio stradale, ha affidato l'incarico per gli accertamenti medico-legali all'anatomopatologa Donatella Fedeli. L'affidamento dell'autopsia fa presupporre, come atto dovuto per garantire il diritto di difesa e consentire la nomina di un consulente di parte, l'iscrizione sul registro degli indagati del militare che si trovava alla guida del veicolo di servizio. Tuttavia, il magistrato inquirente sta valutando se procedere in tal senso o se applicare la procedura del cosiddetto 'modello di annotazione preliminare 45-bis'. Questa opzione, introdotta nel maggio scorso, si applica specificamente ai pubblici ufficiali in presenza di una possibile causa di giustificazione correlata all'adempimento del dovere d'ufficio. Sul fronte investigativo, una svolta importante per l'esatta ricostruzione della dinamica del sinistro potrebbe arrivare dalla tecnologia. Si è appreso, infatti, che gli inquirenti stanno esaminando i filmati registrati dalla dash cam di bordo, la telecamera di sicurezza installata sulla pattuglia dell'Arma coinvolta nell'incidente. Le immagini video, già acquisite, risulteranno determinanti per fare piena luce sulla traiettoria dei due mezzi e sulle condizioni in cui è avvenuto il violento impatto che è costato la vita al quarantatreenne pescarese. (ANSA).

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