Morte avvelenate: padre di Antonella, 'magari è successo per una schifezza'

"Perché è successo? Magari per una schifezza. Per una donna si deve arrivare a questo?". È quanto ha detto Salvatore Di Ielsi, padre e nonno di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia uccise con la ricina a dicembre a Pietracatella. L'uomo, intervistato da "La Vita in Diretta" di Rai Uno e "Dentro la Notizia" di Canale 5, ha lasciato intendere di problemi tra Gianni Di Vita e Antonella. "La moglie - ha detto - avrebbe dovuto cantargliele, per quello che ho saputo io, da parecchi anni a lui". "Io da principio mi facevo un pensiero - ha concluso -. Non è possibile che abbia fatto tutto da solo, sapendo quello che c'era intorno, però è stato coinvolto perché io a lui l'ho chiamato il 'bravo fesso', cioè è bravo ma è pure fesso. Poi, voi lo sapete, siamo uomini". (ANSA).
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