Morte avvelenate: Di Vita si sfoga, 'non ho nulla da nascondere'

Il padre e marito delle vittime, 'non ho paura di nulla'

"Non ho paura di nulla perché non ho nulla da nascondere. Voglio solo che questa storia finisca il prima possibile". Lo ha detto Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne avvelenate con la ricina a Pietracatella, intervistato da La Vita in Diretta di Rai 1 e dall'emittente molisana Teleregione. "Non vorrei che fosse stato un delitto, per me sarebbe una seconda tragedia - ha aggiunto -. Io spero, mi auguro, che la verità sia questa. È una speranza, ma non è del tutto infondata. Credo che sia legittimo che io lo pensi: io sono il marito di Antonella e il padre di Sara, sapere che è stato commesso un delitto per me sarebbe una seconda tragedia". Di Vita ribadisce che vuole la verità: "La voglio per mille motivi, per giustizia e perché io e Alice non saremo mai sereni senza la verità". Poi lo sfogo sulla stampa che lo incalza tutti i giorni: "In questi dieci mesi io ho cambiato quattro case, siamo dovuti scappare da Pietracatella perchè Alice aveva l'esame di maturità e mi implorava di trovare una casa a Campobasso. Ma è possibile vivere così, tra l'altro da non imputato? Ogni giorno - conclude - ne esce una nuova sulla stampa: dal segreto custodito da Sara al politico coinvolto. Posso rettificare tutti i giorni quello che la stampa si inventa oppure ricostruisce?". (ANSA).

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