Mastandrea, mattatore alla Festa Cinema di Mare, tra aneddoti e provino con Spike Lee

(ANSA) - ROMA, 31 AGO - Il "grande cruccio" del provino con Spike Lee, la prima figuraccia con gli americani, la questione delle "quote" femminili nel cinema. Secondo ospite della Festa del Cinema di Mare di Castiglione della Pescaia con la direzione artistica del regista Giovanni Veronesi, Valerio Mastandrea ha regalato un'ora di grande divertimento a una piazza gremita. Intervistato da Piera De Tassis e Paolo Mereghetti, ha ripercorso la sua carriera raccontando con ironia due diversi aneddoti legati alla sua vita da attore e da regista. "Credo che non mi chiameranno più gli americani" ha detto condividendo con la platea due episodi divertenti. "Con gli americani non si scherza - ha ironizzato l'attore -. Mi è capitato tre volte di fare dei provini. Lì ci stanno le tabelle...dove hai cominciato? Quando hai cominciato? E quando, la prima volta, uno mi chiese che metodo usassi io guardai l'italiana (era il primo provino e naturalmente non mi presero) e le dissi 'The street'. Invece di ridere mi hanno mandato via. Devono aver pensato: questo è deficiente". Poi Mastandrea ha ricordato "il grande cruccio" durante un provino con Spike Lee, il suo idolo, durante il quale "mi permisi di controbattere perché non ero capace di strillare" interpretando un personaggio "che a un certo punto doveva strillare". E ancora, ha continuato Mastandrea: "Io certe cose non le so fare, quindi mi sono raccontato che la rabbia di questo personaggio fosse low profile. Faccio il provino, male...Lui ha guardato la casting come a dire: 'questo lo hai chiamato tu?' " Sulla querelle scoppiata alla Biennale di Venezia sulla quota femminile nell'industria del cinema, l'attore, rispondendo alla domanda su cosa significhi essere diretto da una donna, ha dichiarato di non aver mai avvertito la differenza. "Se mi fai questa domanda ti rispondo: mai sentita. Dico che ci stanno i registi o le registe e i non registi e le non registe, quelli capaci e non capaci, quelli che azzeccano il film o non lo azzeccano, e non voglio neanche usare la parola meritocrazia, ma magari competenza". (ANSA).
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