Mantovano, se vince il Sì al referendum non ci sarà l'Apocalisse

(ANSA) - NAPOLI, 31 GEN - A Caivano o nella Terra dei fuochi, così come in altre parti d'Italia, "la proficua collaborazione con procure e tribunali" ha avuto effetti positivi: "Non credo che operare insieme rappresenti qualcosa di anomalo o straordinario, il principio di leale collaborazione tra istituzioni attraversa la nostra Costituzione. Il rammarico è che questo costruttivo confronto conosca invece, sulla riforma, una sorta di black out e si stia traducendo in uno scontro acceso". Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Napoli. Da Mantovano - che all'arrivo si è salutato con una stretta di mano e sorrisi con il procuratore Nicola Gratteri, sostenitore del No - l'appello "a che, in vista del voto referendario, la demonizzazione lasci il posto al confronto civile, proprio di una vera democrazia. La Sacra Scrittura ammonisce a stare vigili perché non conosciamo 'né il giorno né l'ora'; dunque, non vi è alcuna certezza che il 24 di marzo dell'Anno Domini 2026 non si scateni l'Apocalisse. Quello di cui sono certo è che se ciò si dovesse verificare, non sarà a causa della conferma referendaria della riforma della giustizia", ironizza. "Vi chiedo se l'asprezza della contesa debba far scadere il dibattito al punto da evocare il rischio che, una volta approvata la riforma, anche in Italia ci saranno innocenti uccisi dalle forze di polizia come accade a Minneapolis. O da lanciare allarmi su presunte attività di spionaggio in danno dei magistrati italiani per un programma, risalente a sette anni fa, che ha sistemi di aggiornamento automatici, e fa adoperare la videocamera solo su impulso dell'interessato, come avviene per ogni collegamento web. O, per stare all'ultima perla, da sostenere, in modo incommentabile, che la riforma compromette il contrasto alla criminalità mafiosa". "Di questa deriva è sempre più consapevole una parte significativa della magistratura, che - in modo crescente e pubblico - se ne sta dissociando, nonostante gli ostracismi e le interdizioni", chiude il sottosegretario. (ANSA).
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