Libera, 'ho ricevuto dal Cnr il dispositivo per il suicidio assistito'

(ANSA) - FIRENZE, 17 MAR - Libera, nome di fantasia scelto da una 55enne toscana affetta dalla sclerosi multipla che l'ha paralizzata, ha ottenuto la predisposizione di un dispositivo necessario per consentirle, tramite comando oculare, l'infusione endovenosa del farmaco per il fine vita. A realizzarlo il Cnr su ordine del tribunale di Firenze: dopo il collaudo è stato consegnato nei giorni scorsi a due anni dalla richiesta di Libera di aver accesso al suicidio assistito. Oggi si è conclusa la procedura in tribunale. Lo rende noto l'associazione Coscioni che da sempre la segue. Libera potrà decidere se e quando procedere con l'autosomministrazione del farmaco: grazie a un sistema di puntamento oculare interfacciato con una pompa infusionale, la donna potrà attivare autonomamente l'infusione endovenosa del farmaco, superando l'ostacolo della tetraparesi spastica che le impedisce anche di premere il tasto di attivazione del macchinario solitamente usato per questa procedura. Era il marzo 2024 quando Libera fece richiesta alla Asl per la verifica delle condizioni per il suicidio assistito, alla quale è stata poi ammessa. "La mia vicenda - commenta oggi - mostra l'ipocrisia di un sistema che considera legittimo accompagnare una persona alla morte attraverso giorni di sedazione profonda, ma impedisce a un medico di rispondere alla richiesta consapevole di una persona paralizzata che possiede tutti i requisiti per l'accesso al suicidio medicalmente assistito indicati dalla sentenza Cappato e chiede la somministrazione di un farmaco che ponga fine subito alla sofferenza. Per vedere riconosciuto un diritto già affermato dalla Corte costituzionale ho dovuto attendere due anni, tra rinvii, ostacoli e silenzi della politica. Oggi però mi sento finalmente libera. Ho resistito non solo per me stessa ma perché nessuno, nelle mie condizioni, debba dipendere dal volere politico per esercitare un diritto che la giustizia ha già riconosciuto". Libera ringrazia quanti le sono stati accanto "con rispetto e umanità" e in particolare l'associazione Coscioni, "la mia avvocata Filomena Gallo e a tutto il team legale che mi ha difesa". Ora, conclude, "ho bisogno di tempo, tranquillità e riservatezza per vivere questo momento così personale. Chiedo quindi ai media e a tutti di rispettare il mio desiderio di silenzio, per poter restare concentrata sulla mia vita, sulle persone che amo e sulle scelte che mi riguardano". (ANSA).
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