Legale, per fungaioli trovati con il coltello vale giustificato motivo

Avvocato Canestrini, 'solita logica del populismo penale'

(ANSA) - BOLZANO, 11 MAR - "L'escursionista o il fungaiolo potranno invocare il giustificato motivo o chiedere l'archiviazione perché portare un coltello in montagna è fatto penalmente insignificante — e spesso l'esito sarà proprio quello. Ma nel frattempo: denuncia, iscrizione nel registro degli indagati, spese legali, tempo perso, frustrazione, sfiducia nella giustizia". Lo afferma l'avvocato Nicola Canestrini in merito al Decreto sicurezza che prevede il divieto di un certo tipo di coltelli pieghevoli, molto usati da chi va in montagna. Secondo il legale, "il quadro normativo è frammentato, ma l'articolo 4 della legge 110/1975 punisce il porto senza giustificato motivo di strumenti atti a offendere. Finora il coltello da escursionismo o da fungaiolo — strumento d'uso comune, spesso indispensabile — portato con sé durante le attività outdoor rientrava pacificamente nel giustificato motivo". Canestrini sostiene che "il Decreto sicurezza cambia le carte: tipizza espressamente i coltelli pieghevoli con lama superiore a 5 cm, a punta acuta, con meccanismo di blocco, prevedendo la reclusione fino a tre anni". "È la solita logica del populismo penale: si legifera per titoli di giornale, non per risolvere problemi. Quarantotto nuovi reati in due anni, 417 anni di carcere in più nell'ordinamento — e un fungaiolo rischia di dover spiegare a un pm perché aveva nello zaino uno strumento che esiste da sempre. Il presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella ha ragione: basterebbe ascoltare gli esperti. Vedremo se prevarrà la razionalità normativa o, ancora una volta, la furia incriminatrice", conclude l'avvocato. (ANSA).

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