Legale famiglia di Simona, 'no all'archiviazione servono nuove indagini'

Ingroia: 'Accertamenti medico-legali incompleti e profili non approfonditi'

(ANSA) - PALERMO, 14 SET - "Abbiamo presentato l'atto di opposizione all'archiviazione perché abbiamo mosso una serie di osservazioni circa l'inadeguatezza delle indagini svolte, le evidenti lacune investigative soprattutto nelle prime ore successive al decesso di Simona Cinà, l'incompletezza degli accertamenti medico-legali e il mancato approfondimento di tutti i profili dai quali potessero evidenziarsi responsabilità penali colpose". Lo ha detto l'avvocato Antonio Ingroia, legale della famiglia Cinà, in conferenza stampa sulla richiesta di riapertura delle indagini sulla morte della 21enne pallavolista deceduta il 2 agosto dello scorso anno durante una festa di laurea in una villetta con piscina tra Aspra e Mongerbino. "La richiesta del pubblico ministero - ha osservato l'ex pm di Palermo - è fondata su una ricostruzione non sufficientemente dimostrata tendente ad escludere qualsiasi responsabilità di terzi nella causa dell'evento, finendo dunque per privilegiare l'ipotesi secondo cui la morte di Simona sarebbe stata conseguenza di un ingresso autonomo o accidentale in acqua, seguito dall'impossibilità di riemergere a causa del grave stato di intossicazione alcolica, senza l'influenza della condotta di alcuno. Riteniamo che, ad esempio - ha spiegato l'avvocato Ingroia - non è stata adeguatamente esplorata la possibilità che Simona sia caduta in piscina a seguito di una spinta, intenzionale o accidentale, eventualmente nell'ambito di comportamenti scherzosi tra gli invitati. Un'ipotesi, secondo noi, è tutt'altro che astratta, anche perché dalle indagini è emerso che durante la stessa festa vi erano stati episodi nei quali altri invitati erano stati gettati in acqua. In particolare - ha sottolineato il penalista della famiglia Cinà - un'altra ragazza era stata a sua volta buttata in piscina vestita e aveva inoltre avuto, poche ore prima della morte di Simona, difficoltà a riemergere autonomamente, tanto da richiedere l'intervento di un'altra invitata". E poi c'è il ruolo dei partecipanti alla festa. "Nessuno di loro - ha affermato l'avvocato Ingroia - ha dato un contributo alle indagini. Erano amici di Simona e dopo la morte sono spariti". (ANSA).

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