Leal, con ddl caccia arretramento senza precedenti nella tutela della fauna

Estensione degli spazi anche in aree demaniali, boschi, valichi montani e zone protette

(ANSA) - ROMA, 17 APR - La Leal, Lega Antivivisezionista esprime "profonda preoccupazione per la ripresa dell'esame in Senato del ddl sulla caccia, concedendo al mondo venatorio privilegi in contrasto con direttive europee e posizioni scientifiche". Le misure previste rappresentano, infatti, "un arretramento senza precedenti nella tutela della fauna: ampliamento delle specie cacciabili, estensione dei periodi e degli spazi di caccia anche in aree demaniali, boschi, spiagge, valichi montani e perfino zone protette, oltre all'apertura ai cacciatori stranieri". Il ddl, che introduce inoltre "un uso più ampio di fucili semiautomatici, procedure semplificate per le licenze e attività venatorie in periodi delicati come la nidificazione", rappresenta secondo la Leal "un rischio grave per fauna ed ecosistemi". Leal denuncia da tempo come il provvedimento "favorisca in modo diretto e sproporzionato gli interessi dei cacciatori". "Il ddl 1552 - afferma il presidente Gian Marco Prampolini - rappresenta un passo indietro gravissimo, aprendo la strada a interventi invasivi e deregolamentati che possono produrre danni irreversibili alla biodiversità italiana, già sotto pressione per cambiamenti climatici, consumo di suolo e attività antropiche. La fauna selvatica è un patrimonio collettivo tutelato dalla legge, non una risorsa da sacrificare alle richieste di una minoranza". Recenti sondaggi commissionati da Fondazione Capellino a Ipsos e Istituto Piepoli, indicano del resto che l'85% degli italiani considera la caccia un rischio per la sicurezza, il 78% la ritiene eticamente inaccettabile e il 94% chiede che sia abolita o fortemente limitata. L'associazione evidenzia anche i rischi per la sicurezza dei cittadini, ricordando incidenti e ricadute sulla salute pubblica legate alla dispersione di piombo e residui venatori. "È in atto un pericoloso scollamento tra scienza e politica - conclude Prampolini - poiché il ddl ignora studi e pareri tecnici. Per queste ragioni, Leal chiede lo stop immediato dell'iter legislativo e l'apertura di un confronto serio e trasparente con esperti, enti scientifici, associazioni ambientaliste e cittadini". (ANSA).

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