L'archivio del regista Roberto Rossellini trova la nuova sede alla Cineteca di Bologna

Questa sera in Piazza Maggiore il film Il generale Dalla Rovere con Vittorio De Sica

(ANSA) - BOLOGNA, 19 GIU - L'archivio di Roberto Rossellini trova una nuova sede alla Cineteca di Bologna: il fondo raccoglie lettere, progetti, soggetti e contratti che documentano la vita, il lavoro e il pensiero di uno dei più grandi maestri del cinema mondiale, coprendo un arco temporale che va dal secondo dopoguerra alla metà degli anni Settanta. Tra i documenti più significativi spicca una lettera inviata nel 1966 a Papa Paolo VI, nella quale Rossellini spiega la sua scelta di abbandonare il cinema spettacolare per dedicarsi a un uso educativo dei mezzi audiovisivi. Secondo il regista, in una società in rapida trasformazione tecnologica e scientifica, televisione e strumenti audiovisivi avrebbero potuto aiutare l'uomo a comprendere meglio il proprio tempo e ad affrontarne i cambiamenti. L'acquisizione dell'archivio è stata resa possibile grazie al lavoro di Renzo Rossellini, che per decenni ha custodito e valorizzato questi materiali, preservando la memoria e l'eredità culturale del padre. La Cineteca di Bologna è da tempo impegnata nella tutela dell'opera rosselliniana e ha promosso importanti restauri dei suoi film, a partire da 'Roma città aperta', il film del 1945, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, che diede avvio al cosidetto "Neorealismo cinematografico". L'arrivo dell'archivio coincide con la 40/a edizione del festival Il Cinema Ritrovato, che rende omaggio al regista con la proiezione in anteprima (questa sera alle 21,45 in Piazza Maggiore) del restauro del film 'Il Generale Della Rovere', realizzato da Gaumont. Il film, tratto da un racconto di Indro Montanelli e interpretato da Vittorio De Sica, racconta la vicenda di un truffatore che, costretto a impersonare un eroe della Resistenza, finisce per identificarsi con quel ruolo fino al sacrificio finale. Un'opera che Rossellini considerava anche una riflessione storica su un periodo cruciale della storia italiana. (ANSA).

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