La Tosca firmata Poda conquista Almaty, il Regio di Torino protagonista in Kazakistan

Successo per la coproduzione con l'Abay Kazakh National Opera

(ANSA) - TORINO, 02 NOV - Il capolavoro di Giacomo Puccini, Tosca, nella visionaria regia di Stefano Poda, ha debuttato il 30 e 31 ottobre sul palcoscenico dell'Abay Kazakh National Opera and Ballet Theatre di Almaty. L'allestimento, tra le produzioni più significative della recente stagione del Teatro Regio di Torino, è nato dalla coproduzione tra i due teatri ed era stato presentato per la prima volta a Torino a giugno. Un successo artistico che segna un nuovo capitolo nella collaborazione culturale tra Italia e Kazakistan. A sostenere il progetto sono state l'Ambasciata d'Italia in Kazakistan e l'Istituto Italiano di Cultura di Almaty, diretto da Edoardo Crisafulli, impegnati nel coordinamento e nella realizzazione dell'iniziativa. La collaborazione rappresenta un passo importante per il Teatro Abay, fondato nel 1934 e punto di riferimento della tradizione lirica kazaka, e pone le basi per nuove progettualità artistiche e scambi culturali estesi all'Asia centrale. Poda firma regia, scene, costumi, luci e coreografia, trasformando Tosca in una grande installazione contemporanea, dove la monumentalità della Roma storica dialoga con le nuove tecnologie. Al centro, una riflessione universale sul potere, sulla libertà e sulla dignità umana. La produzione rinnova inoltre il legame artistico tra Poda e il Teatro Regio, con cui il regista ha realizzato spettacoli importanti come Thaïs, Faust, Turandot e La Juive. "Con questa Tosca abbiamo voluto dimostrare che la cultura italiana non è soltanto un patrimonio da custodire, ma una realtà viva, contemporanea, capace di innovare e dialogare con il futuro. La diplomazia culturale può generare opportunità concrete di collaborazione, scambio di competenze e crescita professionale, rafforzando i legami tra i nostri Paesi", spiega Antonello De Riu, Ambasciatore d'Italia in Kazakistan. Soddisfazione anche da parte di Mathieu Jouvin, sovrintendente del Teatro Regio: "Questa produzione rappresenta in modo esemplare la volontà di sostenere progetti artistici originali e costruire relazioni internazionali solide". (ANSA).

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