La privacy a scuola, dal tema in classe all'intelligenza artificiale

(di Enzo Quaratino) (ANSA) - ROMA, 05 SET - Si avvicina il suono della campanella per milioni di studenti, e con il ritorno tra i banchi torna anche una sfida sempre più attuale: quella della tutela della privacy. In un contesto scolastico sempre più digitale, tra registro elettronico, chat di classe, smartphone, strumenti di intelligenza artificiale e piattaforme online, la protezione dei dati personali resta un tema cruciale per scuole e famiglie. Per orientarsi in questo scenario, valgono le indicazioni contenute nell'ultima edizione (2025) del vademecum "La scuola a prova di privacy", una guida elaborata dal Garante per la protezione dei dati personali rivolta a dirigenti scolastici, insegnanti, studenti e genitori. Ecco le regole e i consigli più importanti da conoscere all'inizio del nuovo anno scolastico. TEMA IN CLASSE - Non viola la privacy l'insegnante che assegna elaborati riguardanti il mondo personale o familiare degli studenti. È però richiesto particolare equilibrio quando i temi affrontano aspetti delicati della vita privata degli alunni. Deve prevalere l'interesse del minore e vanno evitate situazioni che possano esporre informazioni personali o familiari all'interno della classe. VOTI ED ESAMI - Gli esiti degli scrutini possono essere comunicati secondo le modalità previste dalla normativa scolastica. I voti delle singole discipline sono consultabili nell'area riservata del registro elettronico dal singolo studente e dalla sua famiglia. Resta vietata la pubblicazione online degli esiti, poiché i dati potrebbero rimanere indefinitamente in rete e compromettere la riservatezza degli studenti. SMARTPHONE E TABLET - L'utilizzo dei dispositivi è soggetto alle limitazioni previste dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e ai regolamenti scolastici. In ogni caso, studenti e personale non possono diffondere immagini, audio o video senza aver informato gli interessati e ottenuto il loro consenso. Particolare attenzione è richiesta nella pubblicazione di contenuti sui social network o nei sistemi di messaggistica. INTELLIGENZA ARTIFICIALE - Gli strumenti di IA possono supportare apprendimento e organizzazione scolastica, ma devono essere utilizzati con adeguate garanzie. Le linee guida richiamano il divieto di pratiche particolarmente invasive, come il riconoscimento delle emozioni, e raccomandano di limitare il trattamento dei dati personali di studenti e docenti, privilegiando ove possibile dati sintetici e soluzioni rispettose della privacy. CHAT DI CLASSE - I gruppi WhatsApp creati da genitori o studenti non rientrano nelle attività istituzionali della scuola. Restano tuttavia soggetti alle regole sulla protezione dei dati personali. È quindi necessario evitare la diffusione di informazioni, fotografie o video senza il consenso degli interessati. Per le comunicazioni ufficiali il Garante raccomanda di privilegiare strumenti dedicati, come il registro elettronico. REGISTRAZIONE DELLE LEZIONI - È ammessa esclusivamente per finalità personali di studio e nel rispetto delle disposizioni dell'istituto scolastico. Qualunque diversa utilizzazione o diffusione richiede l'informazione preventiva e il consenso delle persone coinvolte. Non è invece consentita la videoregistrazione delle dinamiche di classe. Restano garantiti gli strumenti compensativi previsti per studenti con Dsa o altre specifiche esigenze educative. RECITE, GITE E FOTO DEI MINORI - I genitori possono fotografare o riprendere i figli durante recite, saggi e uscite scolastiche per uso personale e familiare. La pubblicazione online delle immagini richiede però, di regola, il consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale degli altri minori presenti. SHARENTING E SOCIAL - Il Garante invita le famiglie a una maggiore prudenza nella condivisione online di immagini e informazioni sui propri figli. Foto e video pubblicati sui social contribuiscono infatti a costruire l'identità digitale dei minori e possono restare online a lungo, sfuggendo al controllo degli stessi genitori. CYBERBULLISMO E ALTRI FENOMENI DI RISCHIO - Se si è vittime di commenti odiosi, di cyberbullismo, di sexting, di revenge porn o di altre ingerenze nella propria vita privata, non bisogna aspettare che la situazione degeneri. Occorre avvisare subito i compagni, i professori, le famiglie se ci si rende conto che qualcuno è insultato o messo sotto pressione da compagni o da sconosciuti. INCLUSIONE E DATI SENSIBILI - Le scuole devono prestare la massima attenzione ai dati relativi a disabilità e altri bisogni educativi. Informazioni di questo tipo non possono essere diffuse attraverso circolari, registri elettronici o pubblicazioni accessibili a soggetti non autorizzati. Numerosi provvedimenti adottati dal Garante hanno riguardato proprio comunicazioni improprie di dati collegati ai percorsi di inclusione scolastica. (ANSA).
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