In sala 'The Invite', in amore vince chi sa cambiare

Successo al Sundance per la commedia di Olivia Wilde

(di Lucia Magi) (ANSA) - LOS ANGELES, 18 SET - Sarà anche vero, come sosteneva Tolstoj, che ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Eppure, non è difficile riconoscersi in quella raccontata da Olivia Wilde in 'The Invite - Il piacere è tutto nostro': una coppia di millennial logorata dalla routine, dai desideri che si spengono e dalle aspettative personali rimaste a metà. Nel film, al cinema grazie a I Wonder Pictures, Angela (la stessa Wilde) e Joe (Seth Rogen) sono sposati da abbastanza tempo da avere una figlia adolescente e un bell'appartamento a San Francisco, pieno di buon gusto e vecchi risentimenti. Il rancore trasuda da ogni conversazione. Basta che uno faccia un complimento perché l'altro si irriti: "Non potresti dirlo più spesso?". Le loro vite sono stantie, la loro relazione è scontata. Hanno disperatamente bisogno di una scossa. Arriva dal piano di sopra, sotto forma di Piña (Penélope Cruz) e Hawk (Edward Norton), i vicini affascinanti e disinibiti, felicemente non sposati, le cui attività notturne sono piuttosto rumorose. Joe, tornando dal lavoro nel mediocre conservatorio musicale dove insegna, è felicissimo di trovare sul tavolo formaggi e salumi. Il piacere si trasforma in orrore quando Angela - dopo averlo rimproverato per essersi "dimenticato il vino" - gli spiega che il cibo è destinato ai vicini, che ha invitato a cena. Lui è sicuro che lei non gli abbia detto nulla. Lei insiste di averlo fatto. Nel mezzo del litigio, suona il campanello. "Mi piace l'idea che Peña e Hawk siano una specie di proiezione. C'è un momento di combustione in cui Angela e Joe si urlano addosso, ammettono: 'Siamo infelici'. Quell'attimo di verità apre una specie di portale magico da cui appaiono i vicini, si materializzano quasi dal nulla", racconta Wilde a margine di una proiezione a Los Angeles. Comincia così una "unromantic comedy" su sesso, matrimonio e scambi di coppia. Tra imbarazzi, frecciate, un soufflé che si sgonfia e un'ospite inaspettatamente vegana, i due "intrusi" mettono a nudo l'immobilità, la distanza e il dolore dei padroni di casa. Ne sono la perfetta nemesi: sexy, in sintonia e non monogami, quanto gli anfitrioni appaiono schiacciati dall'abitudine e dai rinfacci, quasi mimetizzati con l'arredamento (la camicetta che indossa Angela ha esattamente lo stesso tono delle pareti). Con spregiudicata ironia, una regia puntuale e attori in stato di grazia, la commedia vira verso il dramma. "Sono cresciuta amando i film di Mike Nichols, Woody Allen, Rob Reiner e Nora Ephron. Amo le commedie. Ho sempre voluto trovare un progetto che mi permettesse di affrontare un film come una pièce teatrale: fare le prove, girare le scene in ordine cronologico e usare la pellicola. Avevo questi sogni", riflette la 42enne, alla sua terza regia dopo la commedia adolescenziale 'La rivincita delle sfigate' e il thriller 'Don't Worry Darling'. "Quando ho ricevuto l'adattamento di Will McCormack e Rashida Jones del film spagnolo 'Sentimental' di Cesc Gay, a sua volta tratto dalla pièce teatrale di Gay, l'ho letto, ho riso tantissimo e ho pensato che era perfetto per il mio esperimento. Se fossi riuscita a riunirei gli attori migliori, forse ce l'avrei fatta". "Io e Seth - confida Wilde - apparteniamo alla stessa generazione di Hollywood, ci conosciamo da 25 anni e ci siamo visti crescere e cambiare. Abbiamo fatto insieme i provini per 'Molto incinta', ma non mi hanno presa. Abbiamo dovuto aspettare fino a 'The Studio' per lavorare insieme. Sono bastati due giorni sul set per farmi innamorare di nuovo della recitazione e capire che lo volevo in questo film". Cruz, veterana delle commedie di Pedro Almodóvar, con sorrisi che presto virano in pugni allo stomaco, sexy e libera come in 'Vicky Cristina Barcelona' di Woody Allen, è l'incarnazione di tutto ciò che Angela vorrebbe essere: una terapeuta-sessuologa, sensuale e sicura di sé, diretta e in sintonia con il proprio corpo e i propri sentimenti. "Edward ha riempito il suo personaggio - afferma Wilde - Mi ha chiamato lui per proporsi per il ruolo. Mi ha detto: 'Adoro il film originale e ho delle idee su come possiamo trasformarlo insieme in qualcosa di nuovo e fresco'. Prima che Edward ci lavorasse, il vicino aveva un nome banale tipo Lance, era il vigile del fuoco giovane e sexy del piano di sopra e non era neanche lontanamente così sfaccettato", racconta la cineasta. Wilde riflette: "Mi è rimasto impresso un principio della psicoterapeuta Esther Perel, secondo cui si possono avere più relazioni all'interno della stessa relazione. Mi è sembrato un modo così ottimista e realistico di considerare un impegno a lungo termine: non puoi aspettarti di non cambiare e di non evolvere mai. Anzi, quello è un modo sicuro per far fallire una relazione. Ma ti è concesso iniziare una nuova relazione con quella stessa persona, se scegli di farlo". Supereranno la loro crisi Angela e Joe? La frase di Oscar Wilde che apre il film sembrerebbe un pronostico negativo: "Bisogna essere sempre innamorati. Questa è la ragione per cui non ci si dovrebbe mai sposare". Ma quando Wilde chiede per alzata di mano quanti pensano che i due resteranno insieme e quanti invece che si lasceranno, la platea si spacca a metà. "Ognuno trova la propria strada per sopravvivere", conclude la regista. (ANSA).

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