Il manoscritto di "Forse che sì forse che no" di Gabriele d'Annunzio acquisito dal Mic

(ANSA) - ROMA, 06 NOV - "Il manoscritto autografo di 'Forse che sì forse che no' è una nuova, preziosa testimonianza della nostra storia letteraria che entra nel patrimonio dello Stato. Tra le sue pagine riconosciamo il lavoro, la ricerca e la straordinaria forza creativa di Gabriele d'Annunzio. Il Ministero della Cultura prosegue il proprio impegno per restituire alla collettività testimonianze fondamentali della nostra storia". Lo scrive in una nota il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli commentando l'acquisizione da parte del Mic del manoscritto originale del romanzo . "Siamo orgogliosi della straordinaria eredità dei grandi autori italiani, un patrimonio che abbiamo il dovere di custodire, valorizzare e rendere accessibile a tutti - spiega Giuli -. Ogni nuova acquisizione rappresenta un'occasione per riportare alla luce capolavori e documenti di inestimabile valore, affinché possano essere ammirati, studiati e conosciuti dalle nuove generazioni, nella piena consapevolezza della grandezza della nostra tradizione culturale". L'acquisto è stato effettuato oggi dalla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali, diretta da Paola Passarelli, nell'ambito dell'asta online di Christie's "Livres rares et Manuscrits". "Dopo essere passato dalla Francia attraverso diverse collezioni private, Forse che sì forse che no, il romanzo che Gabriele d'Annunzio considerava il vertice della propria produzione letteraria, è finalmente tornato in Italia - dice Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani -. Composto da 913 fogli risalenti al 1909, questo straordinario documento è riapparso oggi sul mercato internazionale ed è stato recuperato grazie a un'importante operazione culturale. Ringrazio il Ministro della Cultura Alessandro Giuli per aver reso possibile questa acquisizione, conclusa con un investimento più che ragionevole per un documento di tale rilevanza storica e letteraria, se si considera che il valore di mercato di un singolo foglio autografo dannunziano si aggira intorno ai 500 euro". L'auspicio "è che il Ministero voglia affidare il manoscritto al Vittoriale degli Italiani, perché possa essere studiato e pubblicato in un'edizione critica e filologica nell'ambito dell'Edizione Nazionale delle Opere di Gabriele d'Annunzio, che la Fondazione cura e pubblica - aggiunge Guerri - Sarebbe un risultato importante: non soltanto riportare in Italia un prezioso documento della nostra storia letteraria, ma restituirlo alla comunità scientifica e al pubblico, rendendolo parte viva del patrimonio dannunziano custodito e valorizzato dal Vittoriale". Il manoscritto è stato aggiudicato per 75.000 euro, per un importo complessivo di 96.000 euro, comprensivo di tasse e diritti d'asta. Redatto tra agosto e dicembre 1909, l'autografo è vergato a inchiostro nero e rosso su carta filigranata e reca la firma dello scrittore sulla prima carta. Le numerose correzioni, annotazioni, cancellature e integrazioni consentono di ricostruire le diverse fasi di elaborazione del romanzo, pubblicato nel 1910. Pur risultando mancante il foglio numerato 488, il testo è completo. Di particolare interesse è la provenienza del documento. D'Annunzio trasmise progressivamente le carte a Nathalie de Goloubeff, conosciuta come Donatella Cross, che ne curò la traduzione francese, pubblicata nel 1910. Il manoscritto passò successivamente alla Libreria Meynial e nel 1924 venne acquistato dal mercante e collezionista d'arte René Gimpel. (ANSA).
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