Il caso di Alessia Pifferi arriva davanti alla Cassazione a giugno

Appello annullò ergastolo. Pg Milano, 'nessuna attenuante per quell'orrore'

(ANSA) - MILANO, 06 MAG - E' stata fissata per il 25 giugno l'udienza in Cassazione sul caso di Alessia Pifferi, la 40enne condannata in appello a Milano a 24 anni di reclusione per l'omicidio volontario della figlia Diana del luglio 2022. Piccola di meno di un anno e mezzo che fu abbandonata sola in casa per quasi sei giorni e morì di stenti. L'avvocato generale Lucilla Tontodonati della Procura generale di Milano, diretta da Francesca Nanni, ha fatto ricorso alla Suprema Corte chiedendo di annullare, con rinvio per un nuovo processo di secondo grado, la sentenza dell'Assise d'appello che ha cancellato l'ergastolo per la donna, deciso in primo grado. Ha lasciato "sola in casa, prigioniera di un lettino, l'essere umano più fragile e totalmente dipendente da lei", ha scritto la Pg nel ricorso, e con una condotta che fa "orrore". E ha continuato a "mentire". In appello le sono state riconosciute le attenuanti generiche equivalenti all'unica aggravante rimasta, quella del vincolo parentale. Proprio la concessione delle attenuanti "equivalenti" è il centro delle contestazioni dell'atto depositato in Cassazione, a cui hanno fatto ricorso anche la nonna e la zia della piccola, parti civili contro l'imputata e rappresentate dall'avvocato Emanuele De Mitri, il quale pure in secondo grado aveva chiesto la conferma dell'ergastolo. Pena massima che era stata decisa dalla Corte d'Assise, a seguito delle indagini della Polizia e del pm Francesco De Tommasi. E con due perizie, in primo e secondo grado, che hanno stabilito la piena capacità di intendere e volere. Un movente "egoistico", come quello di andarsene via con l'allora compagno, non può portare ad una "valutazione positiva", ha spiegato la Pg, criticando anche il fatto che i giudici d'appello, nel motivare le attenuanti, abbiano fatto riferimento pure all'incidenza del "clamore mediatico" sul "comportamento processuale" dell'imputata. Un aspetto che non è un "parametro normativo". (ANSA).

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