I giudici, 'I fratelli Pellini criminali senza scrupoli'

'Competenze imprenditoriali piegate al soldo facile'

(ANSA) - NAPOLI, 04 MAR - "Criminali senza scrupoli che hanno piegato le loro competenze imprenditoriali al perseguimento del soldo facile". Lo sottolinea il Tribunale di Napoli - sezione per l'applicazione delle misure di prevenzione (presidente Teresa Areniello) nel decreto notificato dal nucleo Pef della Guardia di Finanza di Napoli ai fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, con il quale sono stati confiscati beni per quasi 205 milioni di euro. Il Gico ha messo i sigilli a 8 aziende tra Napoli, Frosinone e Roma, 224 immobili tra Napoli, Salerno, Caserta, Cosenza, Latina e Frosinone; 75 terreni; 70 rapporti finanziari, 72 auto, 3 barche e 2 elicotteri. Secondo le indagini parte delle loro ricchezze sono frutto del traffico illecito di rifiuti nella cosiddetta "Terra dei Fuochi". L'autorità giudiziaria sottolinea la "concreta e grave capacità criminale" degli imprenditori che ha provocato "conseguenze devastanti nei territori interessati e per l'ambiente nonché per gli animali e le persone, per le quali la relazione di malattie tumorali a quelle attività che avvelenavano i terreni è più che un sospetto". Per i giudici, quindi, i fratelli Pellini, "non erano onesti imprenditori, per errore impattati nell'illecito". Il decreto di confisca si inserisce nel solco delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che dopo l'annullamento per vizi formali della precedente confisca da parte della Corte di Cassazione nell'aprile 2024, ha rinnovato la proposta di misura di prevenzione patrimoniale, ritenendo ancora sussistenti sia la sproporzione patrimoniale sia la pericolosità "qualificata" dei Pellini. (ANSA).

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