Hunter Biden in tribunale, incriminato per una pistola: l'uscita dal tribunale dopo il rilascio

Diciannove minuti senza precedenti. Tanto è durata l'udienza di Hunter Biden, la prima volta nella storia degli Stati Uniti che il figlio di un presidente in carica varca la soglia di un tribunale. Il First Son è stato incriminato lo scorso 14 settembre dal procuratore speciale David Weiss con tre capi di imputazione per il possesso illegale di una pistola, acquistata nel 2018 mentendo sul suo consumo di droga. Un altro evento epocale, la prima incriminazione per il figlio di un 'commander in chief'. Abito scuro, camicia bianca, senza i caratteristici occhiali da sole Aviator - una passione in comune con il padre Joe - Hunter si è presentato nel tribunale del Delaware e, come previsto, si è dichiarato non colpevole per tutte e tre le accuse. Poco dopo è stato rilasciato dal giudice Christopher Burke a due condizioni: che non abbia un'arma e non faccia uso di alcol o droghe. Della sua dipendenza, anche all'epoca in cui acquistò una Colt Cobra scrivendo il falso su un modulo federale, il 53enne ha raccontato nel memoir del 2021 'Beautiful things'. Un libro crudo nel quale il figlio del presidente rivela come proprio nel 2018 fosse solito aggirarsi di notte per Los Angeles "alla ricerca di crack ovunque e da chiunque". "Non avevo paura che mi sparassero, non mi importava nulla della mia vita all'epoca", scrive Hunter che è crollato nel vortice della dipendenza dopo la morte per cancro del fratello Beau, nel 2015, a soli 46 anni.

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