Giammetti, 'Valentino era un sognatore, lo stesso ragazzo che ho conosciuto'

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Chi era Valentino? "Era una persona estremamente professionale. Nel suo lavoro era veramente puntiglioso, doveva fare otto disegni quell'ora e li faceva e pretendeva che tutti fossero come lui. Nella vita privata era un sognatore, il ragazzo sognatore che ho conosciuto. Lui aveva 26 anni, quindi era ancora giovane, abbastanza per fare i sogni e abbiamo cercato di farglieli fare fino all'ultimo". Giancarlo Giammetti ha ricordato così Valentino Garavani, lasciando la camera ardente dello stilista, allestita da Pm23, a Roma. I due, che hanno passato tutta la vita insieme come compagni di lavoro e, per un periodo, di vita, si sono mai detti: 'Cosa sarebbe successo se non ci fossimo mai incontrati'? "Forse, non me lo ricordo, ma sicuramente incontrarsi è stato un momento importante". "Valentino ha sempre amato Roma e ha sempre voluto restare a Roma, è qua con noi e abbraccia Roma anche lui. Abbiamo cominciato qua dentro, qui in questo palazzo. Ha rappresentato veramente la vita, è come un nido dove noi siamo cresciuti, dove abbiamo spiccato il volo ma tornavamo sempre qui", ha proseguito. Vedere il feretro qui "è stata una grande emozione. Ma ci sono altre grandi emozioni passate, degli ultimi momenti di Valentino. Non aspettavo tanto amore, non aspettavo tante cose che stanno succedendo intorno. Non mi aspettavo tanto affetto dalla gente". Il bianco, di cui è piena la camera ardente, "è un colore che amava - ha spiegato -. Poi non dobbiamo mischiare la moda per forza con delle cose più classiche. Si tratta di una classica camera ardente e sarebbe ridicolo farla rossa". "Credo che la cosa più importante che lo ha guidato e che sicuramente vorrebbe lasciare alle nuove generazioni è la bellezza, la voglia di bellezza - ha detto Giammetti -. La bellezza fa diventare bello, la bellezza crea bellezza, la bellezza crea cultura. Questa è il grande lascito di Valentino. C'è una frase che lui ha detto, è lì stampata: I love beauty, it's not my fault. Amo la bellezza, non è colpa mia. Credo che questa sia un po' la parola più giusta per ricordarlo". Nel suo lavoro Valentino "voleva imbellire la donna, eliminare anche i possibili difetti di una donna. Questa è la chiave del suo successo". Quanto ai giovani, "ci sono tanti nuovi talenti, e spero soltanto che si ispirino a quello che Valentino ha voluto dire, di rendere in una donna una donna più bella e non ridicolizzarla, non diventare il manichino delle frustrazioni di un disegnatore". Abbiamo bisogno di bellezza oggi? "Sempre di più, mi pare. Oggi le notizie non sono proprio le più belle", ha concluso. (ANSA).
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