Gaffe in un paese in Sicilia, una strada al 'politico' Boris Giuliano

La figlia: 'Era un poliziotto ucciso dalla mafia'. Il sindaco si scusa: 'Targa rimossa'

(ANSA) - PALERMO, 15 SET - Il comune di Castellana Sicula ha intitolato una strada a Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo ucciso dalla mafia il 21 luglio 1979, scrivendo nella targa "politico". La figlia Selima Giorgia Giuliano sovrintendente ai Beni Culturali a Palermo oggi è venuta a conoscenza del grossolano errore. "Vedere una strada intitolata a mio padre a Castellana Sicula dovrebbe essere soltanto motivo di orgoglio - dice su Facebook - E invece, accanto al suo nome, leggo la definizione "politico". Mio padre non era un politico. Era un poliziotto. Un servitore dello Stato, ucciso dalla mafia. Le parole hanno un peso. E lo hanno ancora di più quando vengono incise su una targa destinata a consegnare una persona alla memoria della città. Serve studio, conoscenza e volontà di fare un approfondimento. La memoria non può essere approssimativa. La memoria è anche verità. Mi auguro che questo errore venga corretto al più presto, restituendo a mio padre la sua storia e la sua identità". Nel primo pomeriggio un operaio del Comune in provincia di Palermo ha rimosso la targa che era stata apposta nel 2000. Il sindaco di Castellana Francesco Calderaro ha inviato alla soprintendente una lettera di scuse e l'ha invitata quando verrà nuovamente apposta la targa nel muro della strada intitolata a Giuliano. "Le porgo le mie scuse personali e, come rappresentante pro-tempore di una Comunità, quelle di una "distrazione di massa", pesante e sicuramente offensiva per la storia, la memoria e la giusta cultura antimafia. - scrive il sindaco - L'errore mi è stato segnalato in tempo reale e già alle due del pomeriggio, la targa in ceramica era stata rimossa. La via Boris Giuliano vede il passaggio giornaliero dei ragazzini della locale scuola secondaria di primo grado, perché lungo il tracciato insiste uno dei cancelli di accesso del plesso; questo episodio mi fa riflettere su quanto possiamo essere distratti e dare per consolidato anche un errore grave". (ANSA).

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