Fine vita, depositate 13mila firme per una legge nel Lazio

Cappato, 'dare garanzie in tempi certi a chi vuole essere aiutato a morire senza soffrire'

(ANSA) - ROMA, 01 OTT - Sono oltre 13mila le firme depositate questa mattina in Consiglio Regionale del Lazio a Roma, a favore di 'Liberi Subito', la proposta di legge regionale sul "suicidio assistito" promossa dall'Associazione Luca Coscioni e già approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna. Lo rende noto l'Associazione Luca Coscioni. La proposta di legge di iniziativa popolare - spiega l'Associazione -, nel pieno rispetto delle competenze regionali e in ottemperanza a quanto previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, non modifica i diritti stabiliti dalla Consulta, ma disciplina l'organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all'aiuto medico alla morte volontaria. "Una persona che è in condizioni di sofferenza insopportabile e irreversibile non deve essere costretta a subire quelle condizioni contro la loro volontà per mesi e, a volte, per anni - ha affermato Cappato -. Chiediamo ai consiglieri regionali del Lazio di approvare queste procedure che diano delle garanzie a chi soffre per dare risposte in tempi certi a chi chiede di essere aiutato a morire senza soffrire". In attuazione delle sentenze della Corte, la proposta dell'Associazione prevede l'istituzione di una commissione medica multidisciplinare per verificare i requisiti per l'accesso al suicidio assistito, il coinvolgimento del Comitato etico, la definizione delle modalità di attuazione insieme al paziente e tempi compatibili con le sue condizioni cliniche. Le prestazione previste dalla procedura sarebbero gratuite e a carico della Regione. I prossimi passaggi per arrivare alla discussione della legge nel Lazio prevedono innanzitutto che, entro 60 giorni dal deposito, l'Ufficio di Presidenza verifichi la regolarità formale delle firme ed emani una successiva deliberazione. A seguito di questa verifica, la proposta di legge viene assegnata alla commissione consiliare competente, dinanzi alla quale i promotori sono ammessi ad illustrarla. Il presidente del Consiglio regionale iscrive poi la proposta di legge all'ordine del giorno dell'Aula che la discute con precedenza. Le proposte di iniziativa popolare sono in ogni caso discusse dal Consiglio regionale, che deve deliberare entro sei mesi dall'assegnazione alla commissione consiliare competente. (ANSA).

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