"Entrate ho ucciso mio figlio", il racconto dell'infermiera intervenuta

Ha soccorso il 12enne,'uomo armato ma non potevo lasciare il ragazzo in un lago di sangue'

(ANSA) - NAPOLI, 26 MAG - "Era sulla porta, armato di coltello, e ci ha detto: 'entrate, ho ucciso mio figlio". Inizia così il racconto di Martina, l'infermiera del 118 che, malgrado si sia trovata in pericolo, ha scelto di intervenire per salvare il 12enne accoltellato dal padre oggi a Napoli. "Eravamo stati chiamati per un codice giallo, per un dolore toracico e invece abbiamo trovato un uomo armato di coltello sulla porta e un bimbo in un lago di sangue, tra le braccia della madre che ci supplicava di soccorrerlo". Racconta Martina: "Di fronte a quella scena, l'autista dell'ambulanza che era con me ha subito compreso il pericolo che stavamo correndo e mi ha afferrata per un braccio per portarmi via. Ma affacciandomi ho visto quel bimbo a terra, in fondo al corridoio, coperto di sangue come la sua mamma, che ci pregava di aiutarla - dice ancora Martina - non ho potuto lasciarli lì e sono intervenuta: ho afferrato il bambino sotto lo sguardo del padre armato e a stento sono riuscita a camminare con lui, davanti, per accompagnarlo giù, in ambulanza". "Ma tra me e lui c'era il padre, ancora armato - dice ancora la ragazza - e avevo paura che ci colpisse ancora. Arrivati in ambulanza riesco appena a sistemare il bimbo sulla lettiga, quando lui lo colpisce di nuovo, alla schiena, prima che il coltello gli cada. A questo punto, in preda a un raptus, afferra degli aghi cannula che abbiamo in dotazione e inizia a colpire il figlio, me e anche se stesso. Solo l'intervento dell'autista, che ha dovuto letteralmente strapparlo via, ha evitato il peggio". "Adesso mi dovrò sottoporre a delle analisi - dice ancora Martina - ma non potevo lasciarlo lì, in quella casa, con la mamma in lacrime, anche lei era ferita". L'infermiera ha presentato una denuncia e i carabinieri dopo avere sequestrato il coltello hanno messo sotto sequestro anche gli aghi cannula usati come arma dall'aggressore. (ANSA).

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