E finalmente sono morto anch'io, messaggio fatto incidere sulla lapide

Cacciatore campione del mondo, molto noto in alto Friuli anche per la sua ironia

(ANSA) - TRIESTE, 27 AGO - "Cari amici e parenti, sono finalmente deceduto anch'io". Paolo Aita, esponente di spicco della cinofilia in Friuli Venezia Giulia, ha voluto restare ironico anche davanti al suo stesso trapasso, così come ha sempre fatto in vita, e ha fatto incidere la frase sulla sua lapide. Lo riporta il quotidiano friulano Messaggero Veneto precisando che Aita è morto a Tolmezzo (Udine, in alto Friuli) all'età di 82 anni in seguito a un malore nella notte del 24 agosto. Aveva pensato e affidato in anticipo ai suoi cari il necrologio. Tre volte campione del mondo di S. Uberto (tradizionale competizione cinofilo-venatoria organizzata dalla Federazione Italiana della Caccia) era stato anche albergatore, ed era molto noto in zona proprio per l'acutezza e l'ironia. Il messaggio a futura memoria che ha lasciato, continua a far sorridere. "Ho ancora un ultimo desiderio", ha lasciato scritto, "al termine del funerale, trovatevi tutti al bar per passare un'ora a ricordare gli episodi più esilaranti della nostra vita insieme. Mandi! Ci vediamo presto... forse". Nella foto scelta per la lapide l'uomo è ritratto con l'amato cane Alì, dunque, in coerenza, "non fiori, ma eventuali offerte al canile di Tolmezzo". Paolo Aita è sempre stato cacciatore, socio della Federazione italiana della caccia. (ANSA).

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