Duplice femminicidio nel Modenese, la Cassazione conferma 'nessuna attenuante'

(ANSA) - BOLOGNA, 08 OTT - La Corte di assise di appello di Bologna, "in modo coerente", è arrivata alla conclusione che la ragione di fondo della forte conflittualità tra i coniugi, Salvatore Montefusco e la moglie Gabriela Trandafir "doveva ravvisarsi nella volontà di entrambi di mantenere per sé la ex casa coniugale" e che, comunque, "all'origine di tutto vi erano gli iniziali soprusi e maltrattamenti provenienti soltanto" dall'imputato "che pertanto non era meritevole di vedersi mitigato il trattamento sanzionatorio con il riconoscimento delle attenuanti generiche". Così la Corte di Cassazione, prima sezione penale, nel motivare la sentenza che ha confermato l'ergastolo per il duplice femminicidio di Cavazzona Castelfranco Emilia (Modena). Salvatore Montefusco, 73 anni, il 13 giugno 2022 uccise a fucilate la moglie Gabriela, 47 anni e la figlia della donna, Renata Trandafir, di 22 anni, nella loro abitazione. Il caso aveva fatto discutere perché in primo grado Montefusco era stato condannato a 30 anni e i giudici di Modena avevano motivato la decisione facendo riferimento a una "comprensibilità umana" delle ragioni che avevano spinto l'uomo ad agire (un contesto di denunce reciproche), con attenuazione della pena. In appello, invece, il 15 settembre 2025, è stato inflitto l'ergastolo: alla base del delitto, ha scritto la Corte bolognese, ci furono "finalità prevalentemente ritorsive e di (ri)affermazione del proprio ruolo". E anche la Cassazione, motivando la sentenza pronunciata il 9 luglio, evidenzia la "dettagliata ricostruzione della vicenda" fatta in secondo grado sui rapporti tra i coniugi, "nonché delle ragioni che avevano deteriorato in modo definitivo la loro relazione, evidenziando che gli iniziali maltrattamenti erano ascrivibili in via esclusiva" proprio a Montefusco. "Grande soddisfazione per i familiari di Gabriela e Renata che hanno lottato strenuamente per avere giustizia. Non può esistere alcuna umana comprensione per un efferato duplice femminicidio", commenta l'avvocato Barbara Iannuccelli, che assiste i familiari delle vittime. (ANSA).
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