Don Patriciello, 'fratelli camorristi, vi voglio bene, sono il vostro parroco'

L'editoriale su Famiglia Cristiana dopo le nuove minacce

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Dopo l'ennesima lettera anonima di minacce e il rafforzamento della protezione, il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, racconta a Famiglia Cristiana le notti insonni, l'inquietudine della fede, il peso della scorta e quell'amore ostinato per la sua gente, compresi quei "fratelli" che lo minacciano e che continua a chiamare per nome: "Vorrei aiutarvi a cadere nella trappola luminosa del Dio-amore". "Sono le tre del mattino. Non dormo. Capita spesso che, dopo qualche ora di riposo, il sonno vada a farsi friggere. E resto con le occhi spalancati, nell'ora in cui, spietata, la vita ti presenta il conto" e "loro sono sempre là, fermi, in auto, i lampeggianti accesi. Fanno a turno: Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza", racconta il prete nell'editoriale. "Mi sento in colpa, io al caldo, nel mio letto, loro giù, a soffrire il freddo per tutelare me". "Ma chi è che vuole la morte di un prete? E perché?", "quante stupidaggini sono state scritte sul mio conto: 'prete anticamorra, prete antiroghi, prete ambientalista, prete anti...', la verità è che sono solo e semplicemente un prete. Un povero prete". Don Patriciello ribadisce: "Mi sento fratello e amico di tutti". E lancia un appello a chi lo minaccia: "Fratelli camorristi, fratelli che ci impaurite: perché? Eppure, ne sono certo, nel profondo del vostro cuore, mi volete bene. Pasquale, ti ricordi quando mi accompagnavi all'Altare? Se solo potessi venire a trovarti in carcere! E tu, Gigi? Ricordi i campi estivi con Adriano, Consuelo, Francesca? Che cosa è successo, poi? Come avete fatto a lasciarvi ammaliare dalla bugiarda sirena del male? Avete visto quanti amici abbiamo perso per strada?". Il sacerdote di Caivano quindi conclude: "Ci fu un tempo in cui desiderai diventare santo. Oggi non più. Oggi bramo raggiungere la mia vera umanità. Sono sempre più convinto, infatti, che santità e umanità sono, in qualche modo, sinonimi. Ai fratelli che hanno imboccato la via dell'infelicità per loro e per i loro figli, costringendo lo Stato a mettermi sotto scorta, voglio ribadire, ancora una volta, il bene che la nostra Chiesa e io stesso vi vogliamo. Sono il vostro parroco. Corresponsabile della vostra salvezza eterna. Appartengo a voi. Sono prete per voi". (ANSA).

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