Don Giovanni alza il sipario del Festival teatrale di Borgio Verezzi

Regia di Carlo Sciaccaluga sulla traduzione di Edoardo Sanguineti

(ANSA) - BORGIO, 09 LUG - Uno splendido 'Don Giovanni' di Molière ha inaugurato la 60/ma edizione del Festival teatrale di Borgio Verezzi. Lo spettacolo, un coproduzione fra il Teatro Nazionale di Genova e 'Gli incauti' si è basata sull'efficace e sempre attuale traduzione di Edoardo Sanguineti avvalendosi della regia di Carlo Sciaccaluga. Un testo immortale come immortale è il personaggio creato nel Seicento da Tirso de Molina ('El burlador de Sevilla'), una delle figure più straordinarie della cultura europea. La sua grandezza sta nell'impossibilità di definirlo: non è semplicemente un erotomane, ma è un uomo che sfida Dio e per questo sarà il cielo a punirlo. Carlo Sciaccaluga ha costruito una lettura del testo di Molière impeccabile. Un'unica scena creata dall'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova: una struttura centrale obliqua fra piccoli rilievi rocciosi a rappresentare la cima di un vulcano che emette fumi e nasconde un inferno di fiamme. Uno spazio indeterminato per le avventure senza tempo di Don Giovanni e Sganarello. Sciaccaluga gioca abilmente con il testo inserendo elementi di contemporaneità, come il cellulare della contadina Carlotta, caratterizzando con intelligenza non solo i due personaggi centrali, ma anche le numerose figure minori. Fa di Don Giovanni un ribelle simpatico, travolgente che coinvolge nelle sue avventure e nelle sue elucubrazioni filosofiche anche la platea in un rapporto diretto, quasi fisico. Una rappresentazione fresca, scorrevole: Sciaccaluga e l'assistente alla regia Leonardo Nicolini hanno potuto contare su un cast di prim'ordine. Bravissimi i due protagonisti, Simone Toni, eccellente Don Giovanni e Enzo Paci, simpaticissimo Sganarello, il servitore semplice e umile cui Molière affida il non facile compito di essere l'interlocutore critico del padrone. Ma accanto a loro tre straordinarie attrici, Federica Castellini, Giorgia Coco e Francesca Osso, si sono divise gli altri personaggi, passando abilmente e rapidamente da una maschera all'altra in un'alternanza continua fra tono basso, la mirabile scena dei contadini, e tono alto, tragedia e commedia. Spettacolo complesso e godibile, accolto con calorosi applausi dal folto pubblico. Si replica stasera. (ANSA).

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