Di Segni, indifferibile e urgente una legge sull'antisemitismo

(ANSA) - ROMA, 14 GEN - Una iniziativa legislativa per contrastare l'antisemitismo è "indifferibile e urgente" alla luce dei continui episodi contro "gli ebrei in quanto tali" che oggi soffrono "gravi limitazioni e pericoli, anche alla vita". Lo scrive in una lettera ai componenti della commissione Affari costituzionali e ai firmatari dei ddl sull'antisemitismo Noemi Di Segni, presidente della Unione delle comunità ebraiche in Italia (Ucoi), in vista dell'audizione in programma domani. Di Segni - nella lettera che l'ANSA ha visionato - rivendica il ruolo di legittima rappresentante dell'ebraismo italiano, essendo l'Ucoi firmataria dell'Intesa con lo Stato. "Il dibattito tecnico legale sulle misure più urgenti e auspicatamene efficaci - si legge ancora nella lettera - deve svolgersi nell'aula parlamentare". "Con rammarico invece evidenziamo che numerosissime interviste e dichiarazioni apparse sulla stampa e social media esprimono - nei titoli e nei contenuti - concetti e conclusioni che non trovano riscontro nelle proposte contenute nei diversi DDL, nella definizione di IHRA di antisemitismo, nelle categorie storiche e politiche relativi alle vicende del popolo ebraico, allo Stato di Israele e alla Shoa. E non solo, rappresentano spesso una dialettica tra gruppi parlamentari e politici o portatori di interessi particolari che difficilmente riflette una sincera e preoccupata attenzione alla gravità dei fenomeni di odio antisemita". "La distorsione forse più acuta - osserva Di Segni - riguarda la definizione stessa di antisemitismo e come si rapporta al concetto di antisionismo. Se e come il concetto di "antisionismo" è invece solo "anti-israelianismo" e in che termini la critica alle politiche di un governo diventa abuso e delegittimazione. Cosa sia in generale il sionismo come movimento storico, con diverse espressioni e correnti, che riguarda il rapporto tra ebrei, la terra e lo Stato di Israele. Concetto che si è evoluto nel tempo, forse dopo il 7 ottobre ha riacquisito una specifica rilevanza, sul quale noi stessi oggi ci interroghiamo. Una "critica politica al governo" basata su fatti reali, come in molti la difendono, la conosciamo bene anche dall'ascolto di radio e media israeliani. Non è quello che vediamo nelle piazze e nelle aule dove la violenza, il vilipendio alla memoria e la devastazione hanno prevaricato ogni dialogo e ogni ragione. Una lettura selettiva e distorta della stessa definizione IHRA equivale ad eludere il problema e strumentalizzarlo per una dialettica puramente politica o, peggio ancora, a porsi - anche inconsapevolmente - proprio al servizio di chi continua a coltivare e propagare quello stesso odio antisemita". (ANSA).
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