Dario Argento, nel mio futuro un Isabelle Huppert surrealista

Il regista a Cannes per il restauro di Metti una sera a cena

(di Francesco Gallo) (ANSA) - CANNES, 19 MAG - "Io avevo appena fatto, insieme a Bernardo Bertolucci, il soggetto di 'C'era una volta il West'. Sergio Leone era amico di Patroni Griffi e gli spiegò che lui stava per debuttare alla regia cinematografica con un film molto importante, però voleva il consiglio di uno sceneggiatore giovane, qualcuno che potesse dare uno spirito più attuale al film". Così un tonicissimo Dario Argento, 85 anni, stamani a Cannes per accompagnare il restauro a cura del CSC di Metti, una sera a cena (1969), film che ha sceneggiato con lo stesso regista e con la collaborazione di Carlo Carunchio. Un'opera in cui ha conosciuto anche Tony Musante - nel film accanto a Florinda Bolkan scoperta dalla produttrice Marina Cicogna, e con lei Jean-Louis Trintignant, Lino Capolicchio, Annie Girardot - poi interprete dell'esordio del Maestro dell'Horror dietro la macchina da presa: L'uccello dalle piume di cristallo (1970). E ancora il regista: "Naturalmente litigammo parecchie volte durante, perché lui aveva certe idee e io altre. Per esempio io non concepivo il personaggio del giovane biondo così come poi è stato messo nel film (Lino Capolicchio). I giovani non sono così: quelli sono vecchi immaginati come giovani, ma in realtà sono anziani. Però alla fine ci fu un grande chiarimento e tutto andò per il meglio. Infatti il film fu anche un grande successo. Accettai con contentezza, ma con uno spirito un po' strano, perché questo era un film che trattava solamente d'amore, tutto d'amore, dal principio alla fine. Io non ero abituato a fare film d'amore, non li avevo mai fatti, e mai più li feci, specialmente dopo il mio primo". Sua figlia Asia è a Cannes con un film americano, Death Has No Master di Jorge Thielen Armand , cosa sente di averle trasmesso? "Le ho trasmesso cose molto semplici. Quando era piccola veniva sul set a trovarmi e ha imparato il cinema stando accanto a me. Infatti è anche una brava regista, oltre che una bravissima attrice.» A cosa sta lavorando adesso? "Sono felice di lavorare con la più grande attrice francese, Isabelle Huppert, che mi renderà veramente orgoglioso di fare cinema. È un'opera ispirato a un vecchio film messicano degli anni Quaranta, quando il cinema messicano era molto influenzato dal surrealismo. Non a caso in Messico lavorava anche Luis Buñuel. Sarà un film molto ispirato al surrealismo". Esiste ancora un pregiudizio contro il cinema horror nei festival? "Non con un direttore di festival come Thierry Fremaux. Devo dire che non ci sono pregiudizi, hanno anche vinto. Infatti mi vedete sereno, affettuoso, gentile: in altri contesti, in altri festival, vi assicuro non sono così gentile". (ANSA).

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