Dall'America a Salerno per ritrovare il luogo dove morì lo zio aviatore

(di Francesc Blasi) (ANSA) - SALERNO, 05 OTT - Ha attraversato l'oceano per ritrovare lo zio morto in guerra. Cheri Stewart è arrivata da Philadelphia con una meta precisa: le montagne di Salerno dove, 83 anni fa, precipitò il bombardiere B-17 sul quale volava suo zio Charles M. Stewart, giovane aviatore americano di appena vent'anni. Cheri ha deciso di partire dopo la morte del fratello, che per tutta la vita aveva custodito la memoria dello zio e raccolto ogni traccia possibile di quel ragazzo partito per la guerra e mai più tornato a casa. Il padre di Cheri, invece, aveva scelto il silenzio, incapace di affrontare il dolore per quella perdita. Alla morte del fratello, la donna ha raccolto quel testimone e ha deciso di arrivare in Italia. Ad accompagnarla nel sopralluogo sono stati i volontari dell'Associazione Salerno 1943, da anni impegnati nella ricerca e nella ricostruzione delle vicende legate all'Operazione Avalanche attraverso documenti militari, testimonianze e ritrovamenti. E proprio durante la ricerca è arrivato un momento inatteso e particolarmente emozionante. Tra la vegetazione, quasi come se il terreno avesse restituito una piccola parte di quella storia proprio nel giorno del ritorno della famiglia, è stato trovato un frammento metallico riconducibile al B-17. Il bombardiere, di ritorno da una missione sugli aeroporti di Foggia, venne intercettato e colpito pesantemente dalla contraerea e dai caccia dell'Asse. Due motori fuori uso, l'aereo gravemente danneggiato e il comandante Bernard B. Pasero costretto a ordinare l'evacuazione. I dieci uomini dell'equipaggio si lanciarono in momenti diversi. Charles M. Stewart, che ricopriva il ruolo di mitragliere laterale, raggiunse il suolo gravemente ferito alle gambe. Morì il giorno successivo. Venne inizialmente sepolto in Italia, nel cimitero di Sant'Angelo dei Lombardi. Nel 1952 la salma fu restituita alla famiglia negli Stati Uniti. A ricostruire la storia dello schianto è stato Matteo Pierro, referente storico dell'Associazione Salerno 1943 e autore del volume Salerno 1943. Gli aviatori, le storie ed i ritrovamenti dell'Operazione Avalanche, nel quale la vicenda del B-17 è stata approfondita insieme a Luigi Fortunato e Gigino Vitolo, residente nella frazione ai piedi della collina. "Cheri - racconta all'Ansa Vincenzo Pellegrino, presidente dell'Associazione Salerno 1943 - ha attraversato l'oceano per ricordare un familiare morto durante la guerra, testimonianza di quanto sia ancora viva la memoria di quegli anni. L'Operazione Avalanche non è soltanto una pagina nei libri di storia: è ancora dentro le famiglie, anche a migliaia di chilometri di distanza. Se dopo oltre ottant'anni una donna attraversa un oceano per raggiungere il luogo dove è morto suo zio - sottolinea Pellegrino - significa che le conseguenze di un conflitto non finiscono quando tacciono le armi. Conservare queste storie significa ricordare il valore della pace". (ANSA).
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








