Crans-Montana: card. Reina, "sono tutti figli nostri, non accada più"

Messa per le vittime. "Il diritto alla giovinezza non ammette negligenze"

(ANSA) - ROMA, 09 GEN - "Non accada più": il cardinale vicario di Roma, Baldassarre Reina, nell'omelia della messa per le vittime di Crans-Montana si fa portavoce del sentimento di tutti. "Oggi nel dolore che punge avvertiamo che mentre sono tutti figli nostri, devono rimanere figli nostri anche tutti quelli che dovranno vedere riconosciuto per se stessi, per gli altri e dagli altri, il diritto a difendere la propria giovinezza, a vivere e a divertirsi in sicurezza, individuando regole e sostenendo convintamente il loro rispetto. Se tutti ci sentiamo genitori nel dolore, se ci sentiamo fratelli, sorelle, amici in questa tragedia, dobbiamo essere genitori, fratelli, sorelle, amici perché questo non accada più", ha detto nella celebrazione nella Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, alla presenza di molte autorità italiane, a partire dalla premier Giorgia Meloni. "Di fronte alla morte ci sentiamo impotenti, travolti dalle domande, spettatori inerti, dilaniati dal dolore perché il filo prezioso della vita è stato spezzato, sappiamo che tutto questo poteva essere evitato, rendendo più acuto il soffrire. Più acuto sarebbe il tormento - ha sottolineato Reina - se di quanto accaduto rimanesse la cenere dei silenzi, dell'assenza di spiegazioni, dell'opacità e dell'inerzia nella ricerca delle cause, e peggio si rimuovesse la tragica lezione che ci impegna alla custodia del diritto alla giovinezza che non ammette negligenze". Quindi ha citato, una per una, le sei giovani vittime italiane: "Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo e Sofia, sono i nomi che Dio tiene scritti, indimenticabili nel palmo della sua mano, e che ora piange con le nostre lacrime, in attesa. Perché nulla è finito, nessuno è perduto". Ed ha anche ricordato chi "in quest'ora, lotta per la vita e la guarigione, aiutati da soccorritori, e assistiti da medici, infermieri, psicologi, nell'ospedale Niguarda di Milano e in tutti gli altri centri sanitari". Richiamando il Vangelo, Reina ha concluso: "Le domande tornano a noi mute: com'è stato possibile? Si può morire così?". "Ogni volta di fronte alle tragedie è legittimo domandarci dov'era Dio, perché l'ha permesso, cercando in Lui la causa remota, la cui esistenza disperatamente sembra consolarci o alimentare la più radicale ribellione. Ma, come in questo episodio del Vangelo, cercando Dio, lo troveremo", "vittima con chi è vittima, figlio tra i nostri figli morti, feriti, lacerati da quanto accaduto, e la causa non dovrà essere cercata in cielo, ma in terra". (ANSA).

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