Consulta, l'acqua del rubinetto al ristorante non è un diritto

Respinto il ricorso di una turista contro un hotel a 5 stelle in Val Badia

(ANSA) - BOLZANO, 26 MAG - L'acqua del rubinetto al ristorante di un albergo di lusso non è un diritto: se il locale decide di non servirla, non viola alcuna norma. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, chiudendo una lunga disputa legale nata a Corvara in Badia tra una turista e un hotel a cinque stelle. La vicenda risale alle festività di Natale del 2019. La cliente, che aveva acquistato un pacchetto in mezza pensione da oltre 5.700 euro con formula bevande escluse, aveva ripetutamente chiesto durante le cene di poter consumare acqua della rete idrica, dicendosi disposta anche a pagarla come servizio. La struttura aveva però opposto un rifiuto, mettendo a disposizione solo bottiglie di acqua minerale al prezzo di circa 10 euro al litro. La donna aveva quindi intentato una causa legale, sostenendo che l'accesso all'acqua rappresentasse un diritto fondamentale e richiedendo un risarcimento di circa 2.700 euro per danno economico e disagio personale. La richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Consulta ha ora confermato che nell'ordinamento italiano non esistono norme che impongano a ristoratori o albergatori l'obbligo di servire acqua del rubinetto: in assenza di accordi preventivi, la scelta resta affidata alla libera politica commerciale della singola struttura. (ANSA).

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