Confronto su referendum: "riforma divisiva", "non ci sono pericoli"

A Trieste il sostituto procuratore e tre avvocatesse

(ANSA) - TRIESTE, 11 MAR - Un confronto pubblico sul prossimo referendum si è svolto oggi organizzato da Legacoop Fvg, Arci Fvg e Forum del Terzo Settore. Per il no sono intervenuti il sostituto procuratore Federico Frezza insieme con l'avvocato Caterina Bove. Per il sì le avvocatesse Sabina Della Putta e Fiorenza Prada. "E' una riforma estremamente divisiva, questo è un rischio per il Paese - ha detto Frezza - ci si arriva con una divisione, con un livello di polemica che francamente sarebbe meglio non ci fosse, che sta esondando quelli che sono i temi veri e propri. In secondo luogo, io non vedo perché farla, in quanto al momento i giudici sono completamente separati dai Pm come modo di decidere, come decisioni concrete. Quindi non vedo perché andare a cambiare qualcosa che è stato pensato così e così funzionava. E poi - ha spiegato Frezza - vedo un rischio di intimorire i giudici e quindi di avere un giudice molto più schiacciato sulla Cassazione, su quello che va fatto obbligatoriamente e, e quindi una sua minore indipendenza. Credo che tutti noi non vorremmo avere un giudice intimorito. Un giudice intimorito può essere anche un giudice più asservito a potenti o a potentati". Sul sorteggio Frezza ha aggiunto che "quello di un organo ancora non l'avevo visto, penso sia un'anomalia totale". Per il sì, Della Putta ha ricordato che "anche in questa occasione spieghiamo le ragioni tecniche, al di là delle 'drammatiche' connotazioni politiche di questo referendum, perché questa consultazione è qualcosa che prescinde totalmente dalla competizione politica normale, ordinaria, che vedrà la consultazione alla sua scadenza naturale nel 2027. Questa invece è un altro tipo di consultazione, quindi bisogna capire davvero da dove nasce questa riforma, quali sono i problemi che questa riforma tenta di risolvere e perché è così importante votare sì". Ai cittadini Della Putta suggerisce di "leggere le norme e cercare di capire soprattutto qual è la differenza tra oggi e domani, e il perché tante cose che vengono paventate come futuri pericoli possibili oggi non lo siano". (ANSA).

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